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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38200/2025 del 24/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso contro l'applicazione della custodia cautelare in carcere e, in particolare, contro il riconoscimento dell'aggravante dell"ingente quantità (art. 80, co.2, d.P.R. n. 309/1990). Il ricorrente deduceva vizio di motivazione e violazione di legge per mancata consulenza tecnica sul grado di purezza e sul principio attivo della cocaina, chiedendo che fosse considerato il peso degli involucri plastici e sostenendo una percentuale media di purezza del 50%.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto logica e non viziata la valutazione del giudice di merito che, in assenza dei risultati della consulenza tecnica, ha ritenuto altamente probabile che i "panetti" da 1 kg fossero sostanza non ancora "tagliata" e quindi con grado di purezza tale da far superare la soglia prevista per l"aggravante (1.500.000 mg di principio attivo per la cocaina). La Corte ha considerato irrilevante, rispetto al peso complessivo, il contributo degli involucri plastici e ha osservato che i quantitativi rinvenuti nel medesimo contesto spazio-temporale possono essere valutati unitariamente. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato come norma che connette la partecipazione ai reati contestati (concorso di persone) in relazione agli illeciti ex DPR 309/1990.

  • art. 73, comma 1, d.P.R. n. 309/1990

    Norma che punisce la produzione, il traffico e la detenzione illecita di sostanze stupefacenti; contestata la detenzione e la cessione di cocaina.

  • art. 80, comma 2, d.P.R. n. 309/1990 (aggravante dell"ingente quantità)

    Aggravante applicata dal giudice di merito (riconosciuta per il capo 1), interpretata con riferimento alle soglie tecniche fissate dal D.M. 11/4/2006 e dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite.

  • D.M. 11 aprile 2006 (tabella dei quantitativi soglia per uso personale)

    per la cocaina valore-soglia 750 mg

    Usata per determinare la soglia di riferimento: la giurisprudenza collega l"aggravante alla soglia moltiplicata per 2.000 (per la cocaina, 750 mg x 2.000 = 1.500.000 mg di cocaina pura).

  • Sezioni Unite, sent. n. 36258 del 24/05/2012 (Biondi)

    "l'aggravante della ingente quantità... non è \"di norma\" ravvisabile quando la quantità sia inferiore a 2.000 volte il valore massimo, in milligrammi\""

    Principio interpretativo che indica la soglia di massima probabile detenzione per uso personale moltiplicata per 2.000 come parametro orientativo per l"aggravante; lascia discrezionalità al giudice di merito quando la soglia è superata.

Massime di principio

  • Per valutare l"aggravante dell"ingente quantità si deve fare riferimento alla tabella del D.M. 11/4/2006 e alla giurisprudenza (Sezioni Unite): per la cocaina la soglia di riferimento è 750 mg; l"aggravante è orientativamente collegata a 2.000 volte tale soglia (1.500.000 mg, cioè 1,5 kg di cocaina pura).
  • In assenza di perizia sulla purezza, il giudice può fondare la valutazione su elementi indiziari concreti (es. confezionamento in panetti da 1 kg, modalità di trasporto e commissione della cessione) che rendano ragionevolmente probabile un elevato grado di purezza.
  • Il peso degli involucri è generalmente trascurabile quando nettamente inferiore al peso complessivo della sostanza e non è idoneo, da solo, a escludere il superamento della soglia per l"aggravante se il quantitativo lordo è molto superiore.
  • I quantitativi rinvenuti nello stesso contesto spazio-temporale possono essere valutati congiuntamente se riconducibili a un"unica condotta antecedente; in mancanza di un"unica condotta antecedente, l"aggravante deve essere valutata separatamente per ciascun reato.
  • La difesa può contestare la valutazione del giudice richiedendo perizia, ma in sede cautelare la mancata consulenza non impedisce al giudice di merito di adottare una valutazione indiziaria purché logica e non arbitraria.

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