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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32161/2024 del 07/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Genova con due motivi: (1) errore nella qualificazione giuridica della condotta consistente nel prelievo di somme dalla società fallita: secondo la difesa si trattava di autoliquidazione di compensi dovuti per l'attivita' prestata (bancarotta preferenziale) e non di appropriazione distrattiva (bancarotta fraudolenta per distrazione), richiamando il criterio della congruità del compenso rispetto al lavoro svolto; (2) violazione degli artt. 545-bis e 598-bis c.p.p. per l'omessa comunicazione, alla lettura del dispositivo, della possibilità di sostituire la pena detentiva con una sanzione alternativa ai sensi dell'art. 53 L. n. 689/1981, dato che la pena inflitta era inferiore al limite previsto.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato i ricorsi. Sul primo motivo ha ritenuto che i giudici di merito avessero correttamente qualificato la condotta come bancarotta fraudolenta per distrazione, perché dalle risultanze processuali non risultava documentato alcun credito effettivo né la congruità dei compensi autoliquidati: gli imputati, secondo la motivazione, si limitarono a incassare crediti residui della precedente gestione per uso personale, senza apportare beneficio alla societa', distruggendo la garanzia per i creditori. Sul secondo motivo la Corte ha confermato che l'art. 545-bis c.p.p. impone al giudice una preliminare delibazione discrezionale sull'ammissibilita' della sostituzione della pena; l'omesso avviso non costituisce nullita' quando il giudice abbia implicitamente escluso la concedibilita' del beneficio e non vi sia stata sollecitazione difensiva. Conseguentemente i ricorsi sono stati dichiarati infondati e respinti, con conferma della decisione di merito.

Norme richiamate

  • art. 219 co.3 L.F.

    Richiamata quale circostanza attenuante riconosciuta in sede di merito; la Corte ha indicato che la Corte d'appello aveva riconosciuto dette attenuanti nella rideterminazione della pena

  • art. 545-bis c.p.p.

    Introduce l'obbligo, dopo la lettura del dispositivo, di avvisare l'imputato della possibilita' di sostituire la pena detentiva con sanzioni alternative quando il giudice, dopo una sommaria delibazione discrezionale, ritenga che i presupposti siano sussistenti; tuttavia l'omissione dell'avviso non determina automaticamente nullita' se il giudice ha implicitamente escluso la concedibilita' del beneficio

  • art. 598-bis c.p.p.

    Norma richiamata nelle modifiche normative relative alla sostituzione della pena anche in appello; la Corte rileva che le modifiche non alterano il principio secondo cui il giudice deve preliminarmente delibare la concedibilita' del beneficio

  • art. 53 L. 24/11/1981 n. 689

    Disciplina le pene sostitutive delle pene detentive brevi; la possibilita' di sostituire la pena e' condizionata alla valutazione discrezionale del giudice sui presupposti oggettivi e soggettivi

  • art. 2389 c.c.

    Richiamato per ricordare il diritto dell'amministratore al compenso per l'attivita' svolta; la giurisprudenza distingue l'autoliquidazione legittima (se effettiva e congrua) dalla appropriazione distrattiva

Massime di principio

  • Per distinguere bancarotta preferenziale da bancarotta fraudolenta per distrazione occorre verificare due elementi: l'an (l'effettivita' del credito vantato dall'amministratore) e il quantum (la congruità della somma rispetto all'attivita' svolta).
  • L'assenza di una delibera assembleare o di previsione statutaria non esclude automaticamente la possibilita' che un prelievo costituisca compenso dovuto; pero' la documentazione probatoria sull'esistenza e sulla quantificazione del credito e' essenziale e la valutazione spetta al giudice del merito.
  • Se dai fatti emerge che l'amministratore si e' limitato a incassare crediti della precedente gestione per uso personale e senza apportare beneficio alla societa', la condotta tende a qualificarsi come distrazione (bancarotta fraudolenta) e non come semplice preferenza.
  • In sede di cassazione non e' consentito rimettere in discussione la valutazione probatoria e la ricostruzione dei fatti fatta dai giudici di merito salvo vizi di motivazione; deduzioni generiche non superano il sindacato di legittimità.
  • Quanto all'avviso previsto dall'art. 545-bis c.p.p., il giudice deve preliminarmente e sommariamente delibare la concedibilita' delle sanzioni sostitutive: l'omissione dell'avviso non determina nullita' se il giudice ha implicitamente escluso il beneficio e se la difesa non ha sollecitato l'intervento.
  • Per tutelarsi in situazioni analoghe, la difesa dovrebbe documentare puntualmente l'esistenza e la congruità dei compensi prima dell'emissione della sentenza e, se interessa la sostituzione della pena, sollecitare espressamente il giudice a valutare e ad avvisare l'imputato ai sensi dell'art. 545-bis.

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