Sentenza n. 2624/2026 - Catania, Sezione 3
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Messina, sezione lavoro, n. 1671 del 2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Inadempimento del Ministero all’esecuzione della sentenza del Tribunale di Messina, sezione lavoro, n. 1671 del 2025, che aveva riconosciuto il diritto della ricorrente alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici indicati
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La docente ha proposto ricorso per ottemperanza chiedendo l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Messina, sezione lavoro, n. 1671 del 2025, passata in giudicato e notificata via PEC al Ministero in forma esecutiva. La pronuncia aveva dichiarato il diritto alla Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, prevista dall’art. 1, comma 121, l. 107/2015, per gli anni scolastici indicati. Il Ministero, ritualmente intimato, non si è costituito né ha dato esecuzione al titolo. Il ricorso deduce dunque l’inottemperanza al giudicato; il testo non riferisce ulteriori motivi.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando documentalmente che la sentenza è irrevocabile, è stata notificata all’Amministrazione debitrice in forma esecutiva e che è decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per le azioni esecutive nei confronti della PA. Ha ordinato al Ministero di eseguire il titolo entro 60 giorni dalla notifica della sentenza. In caso di ulteriore inadempimento, ha disposto l’intervento sostitutivo del Direttore generale della Direzione per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega, entro ulteriori 60 giorni e su richiesta della ricorrente. Ha condannato il Ministero alle spese, liquidate in euro 300,00 oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 669/1996
Dalla documentazione versata in atti emerge come la sentenza di cui trattasi sia ormai divenuta irrevocabile e che la stessa sia stata ritualmente notificata all’Amministrazione debitrice in forma esecutiva, risultando per tabulas decorso il termine dilatorio di centoventi giorni per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della Pubblica Amministrazione di cui all’articolo 14 del decreto legge n. 669/1996, modificato dall’articolo 147, primo comma, lettera a), della legge n. 388/2000 e dall’articolo 44, terzo comma, lettera a), del decreto legge n. 269/2003, come modificato, in sede di conversione, dalla legge n. 326/2003.
Il TAR ha considerato decorso il termine dilatorio di 120 giorni per avviare l’esecuzione nei confronti della Pubblica Amministrazione, dopo la notificazione in forma esecutiva del titolo, quale presupposto per ordinare l’adempimento in ottemperanza.
art. 1, comma 121, l. 107/2015
con cui è stato dichiarato il diritto di parte ricorrente alla fruizione della “Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente”, prevista dall’art. 1, comma 121, l.n. 107/2015, per gli anni scolastici indicati.
La disposizione è richiamata come fondamento del diritto alla Carta docente già riconosciuto dal titolo giudiziale da eseguire.
Massime di principio
- In sede di ottemperanza, quando il titolo giudiziale è divenuto irrevocabile, è stato notificato in forma esecutiva all’Amministrazione e risulta decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per le azioni esecutive contro la PA, il giudice può ordinare all’Amministrazione di dare esecuzione al titolo entro un termine determinato.
- A fronte dell’ulteriore inadempimento dell’Amministrazione rispetto all’ordine di esecuzione, il giudice dell’ottemperanza può disporre l’intervento sostitutivo di un commissario ad acta, fissandone il termine e prevedendo che agisca su richiesta della parte interessata.
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