Salta al contenuto
ordinanza_penale

Cassazione Penale, Ordinanza n. 31937/2025 del 25/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)

La controversia

Il difensore del condannato ha proposto ricorso contro l'ordinanza con cui il Tribunale di Sorveglianza aveva revocato l'affidamento in prova al servizio sociale già concesso. L'unico motivo deduceva che, nel revocare la misura, il tribunale non avrebbe valutato la possibilità di applicare una misura alternativa diversa e meno afflittiva, ossia la detenzione domiciliare, allegando la presunta disponibilità di un alloggio e il sostegno della sorella. La decisione impugnata aveva però valorizzato la perdurante difficoltà del condannato di indicare un domicilio già nella precedente fase di ammissione all'affidamento e, soprattutto, aveva fondato la revoca sulle reiterate violazioni della misura, tra cui il mancato avvio del lavoro dichiarato come già assunto e l'inadempimento dell'impegno di svolgere attività di volontariato.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo fosse infondato perché non risultava allegata la previa formulazione di una specifica istanza di detenzione domiciliare; in ogni caso, la gravità delle reiterate violazioni dell'affidamento in prova e la prognosi di incompatibilità con il fine rieducativo potevano essere intese come riferite implicitamente a ogni tipo di misura alternativa. Ne è conseguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 47 ord. pen.

    richiamato implicitamente quale misura dell'affidamento in prova revocata; la Corte ne valorizza la revoca per reiterate violazioni e incompatibilità con il fine rieducativo

  • art. 47-ter ord. pen.

    menzionato solo in via difensiva come possibile diversa misura alternativa, la detenzione domiciliare, che il tribunale non avrebbe dovuto considerare d'ufficio in assenza di specifica istanza

Massime di principio

  • Nel giudizio di sorveglianza, la revoca dell'affidamento in prova può essere fondata su reiterate e significative violazioni delle prescrizioni, quando tali condotte rendano incompatibile la prosecuzione di qualunque misura alternativa con il fine rieducativo.
  • Il giudice dell'esecuzione o di sorveglianza non è tenuto a valutare d'ufficio una diversa misura alternativa se nel ricorso non risulta allegato che essa sia stata specificamente richiesta nel procedimento a quo.
  • La prognosi negativa desunta dalle violazioni della misura può estendersi implicitamente all'intero novero delle misure alternative, quando il comportamento del condannato evidenzi un complessivo fallimento del percorso trattamentale.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando censura la mancata considerazione di una misura alternativa diversa senza confrontarsi adeguatamente con la ratio decidendi dell'ordinanza impugnata, fondata sulla gravità delle violazioni e sulla conseguente incompatibilità con il trattamento rieducativo.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.