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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39974/2025 del 11/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che, con decisione del 25/07/2025, aveva annullato l'ordinanza del G.I.P. del 30/06/2025 che aveva disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico per Laforgia, indagato per associazione a delinquere e corruzione (capi 1 e 16). Il ricorso denunciava violazione di legge e manifesta illogicità della motivazione con riferimento alla valutazione dell'insussistenza di un concreto e attuale pericolo di reiterazione: secondo il P.M. il Tribunale avrebbe erroneamente collegato la cessazione delle esigenze cautelari alle dimissioni del politico coindagato Delle Noci, senza considerare la persistenza dei rapporti con altri sodali (es. Barone) e senza valutare correttamente il quadro indiziario e la continuità del "sistema" corruttivo.

La decisione

La Corte ha respinto il ricorso come infondato. Ha richiamato il principio secondo cui la Cassazione sulle misure cautelari è limitata a censurare violazioni di norme o manifesta illogicità della motivazione e non può rimescolare i fatti o sostituirsi al giudice di merito. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame abbia svolto una motivazione ampia e coerente: ha ridimensionato la gravità indiziaria rispetto al ruolo attribuito a Laforgia (intermediario) e ha motivato che le dimissioni di Delle Noci e l'assenza di fatti nuovi a carico di Laforgia dopo il 2020 rendono non attuali le esigenze cautelari. Il P.M. non ha fornito elementi tali da dimostrare vizi logici o giuridici nella decisione impugnata. Conseguenza: annullamento dell'ordinanza cautelare confermato e ricorso del P.M. respinto.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b), (c) e (e))

    Richiamato come criterio di elencazione dei motivi di cassazione: la Corte osserva che l'impugnazione deve denunciare violazioni di norme o manifesta illogicità della motivazione per essere fondata; non sono ammissibili censure meramente ricostruttive dei fatti.

  • art. 274 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.

    Norma sulle esigenze cautelari (pericolo di reiterazione). La Corte ha interpretato che per applicare questa norma è necessaria l'attualità e concretezza del pericolo rispetto al singolo indagato, non la mera contestazione provvisoria o la persistenza di rapporti di altri coindagati.

  • art. 173 disposizioni attuative cod. proc. pen.

    Richiamata per la formulazione del motivo di ricorso; utilizzata in fase istruttoria per la sintesi del gravame del P.M.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. V, n. 46124 del 08/10/2008 - Pagliaro)

    Sez. 5, n. 46124 del 08/10/2008, Pagliaro, Rv. 241997-01

    Principio secondo cui la Cassazione non può rivalutare i fatti o le prove delle decisioni sulla misura cautelare: è ammessa solo la censura per violazione di legge o manifesta illogicità della motivazione.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione nelle impugnazioni contro misure cautelari valuta soltanto violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione; non rientra nel suo potere rivedere la libera valutazione probatoria del giudice di merito.
  • Per ritenere attuale il pericolo di reiterazione (art. 274 c.1 lett. c) occorre dimostrare fatti recenti o contatti significativi e attuali del singolo indagato: la mera esistenza di un 'sistema' o di contatti tra altri coindagati non basta automaticamente.
  • La cessazione della carica o del ruolo pubblico di un coindagato può avere rilievo nel ridurre il ruolo e la pericolosità di un intermediario, se il giudice del riesame motiva in modo coerente tale nesso.
  • Il pubblico ministero deve articolare specifiche censure di diritto o dimostrare la manifesta illogicità della motivazione per ottenere l'ammissione e l'accoglimento del ricorso in Cassazione contro la revoca di una misura cautelare.
  • È fondamentale distinguere la durata e la continuità dell'attività del gruppo criminoso dalla posizione concreta e attuale di ciascun indagato: la persistenza dell'associazione non implica automaticamente la permanenza delle esigenze cautelari per tutti.
  • Nelle valutazioni cautelari il dato temporale degli ultimi fatti contestati (es. ultime condotte accertate dopo una certa data) ha peso decisivo nell'accertare l'attualità del pericolo di reiterazione.

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