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Sentenza

Sentenza n. 920/2026 - Bologna, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501281

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato adottato dal Questore di Rimini

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, fondato dalla Questura su plurimi precedenti e procedimenti penali recenti, tra cui un arresto in flagranza per furto aggravato, denunce o indagini per atti persecutori, furto, furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale, nonché su un avviso orale del Questore quale misura di prevenzione. L'Amministrazione ha ritenuto tali elementi indicativi di una pericolosità sociale non episodica e incompatibile con la permanenza sul territorio nazionale. Il ricorrente ha dedotto il difetto di motivazione e la violazione dell'art. 4, comma 3, TUI, sostenendo che il provvedimento menzionava denunce e deferimenti, ma non condanne penali; ha inoltre evidenziato che, per il fatto relativo all'arresto del 3 luglio 2024, era intervenuta assoluzione e che gli altri procedimenti risultavano pendenti. Ha contestato anche l'automatismo tra denunce penali e diniego del titolo, lamentando l'omessa valutazione concreta della pericolosità sociale, dell'integrazione sociale e lavorativa e degli ulteriori elementi rilevanti ai sensi dell'art. 5, comma 5, TUI.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. Ha chiarito che la mancanza di una condanna penale non impedisce in assoluto all'Amministrazione di negare o revocare il permesso di soggiorno, potendo il giudizio di pericolosità sociale fondarsi anche su altri elementi. Tuttavia, in tale ipotesi, l'Amministrazione deve fornire una motivazione specifica e pregnante, riferita ai comportamenti concretamente tenuti dallo straniero e agli elementi risultanti dagli atti, senza operare un automatismo tra denunce o indagini e diniego del titolo. La motivazione deve inoltre considerare gli elementi indicati dall'art. 5, comma 5, TUI, inclusi la natura e l'effettività dei vincoli familiari, i legami con il Paese d'origine, la durata della presenza in Italia e le sopravvenienze positive o negative, tra cui la sentenza di assoluzione intervenuta nel frattempo. Poiché il provvedimento non aveva svolto tale valutazione puntuale, è stato ravvisato un difetto di motivazione. L'Amministrazione è stata onerata di riesercitare il potere entro 60 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Le spese sono state integralmente compensate per la particolarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 3, d.lgs. 286/1998

    Non è ammesso in Italia lo straniero ... che sia considerato una minaccia per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato ... o che risulti condannato, anche con sentenza non definitiva ... per [i reati indicati dalla disposizione].

    La disposizione non preclude in assoluto il diniego del titolo di soggiorno in assenza di condanna penale, ma impone di distinguere le ipotesi di automatismo ostativo da quelle in cui la pericolosità sociale deve essere accertata e motivata in concreto.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    Il permesso di soggiorno o il suo rinnovo sono rifiutati ... quando mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l'ingresso e il soggiorno ... Nell'adottare il provvedimento ... si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari ... nonché ... della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale.

    Il diniego o la revoca devono essere adottati sulla base di una valutazione concreta e motivata, comprensiva dei vincoli familiari, dei legami sociali con il Paese d'origine, della durata del soggiorno in Italia e delle sopravvenienze positive o negative.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    sollecita fissazione del merito

    La disposizione è stata richiamata nell'ambito della precedente fase cautelare per disporre la sollecita fissazione dell'udienza di merito.

  • art. 73 c.p.a.

    Richiamato per i termini di deposito delle memorie difensive.

Massime di principio

  • L'assenza di una condanna penale non impedisce, di per sé, il diniego o la revoca del permesso di soggiorno, ma l'Amministrazione deve fondare il giudizio di pericolosità sociale su una valutazione concreta degli elementi disponibili e non su un automatismo derivante dalla mera esistenza di denunce o procedimenti pendenti.
  • Quando il diniego del titolo di soggiorno è fondato su condotte penalmente rilevanti non ancora definite con condanna, il provvedimento deve indicare in modo specifico e pregnante i comportamenti concretamente tenuti dall'interessato e spiegare perché essi evidenzino una pericolosità attuale e non meramente episodica.
  • La motivazione del diniego o del mancato rinnovo del permesso di soggiorno deve considerare gli elementi previsti dall'art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998, tra cui la natura e l'effettività dei vincoli familiari, i legami familiari e sociali con il Paese d'origine e la durata del soggiorno in Italia.
  • Nel riesaminare la posizione dello straniero, l'Amministrazione deve valutare anche le sopravvenienze intervenute dopo o durante il procedimento, sia negative sia positive, comprese eventuali assoluzioni relative ai fatti valorizzati nel diniego.
  • L'annullamento per difetto di motivazione del diniego del permesso di soggiorno non comporta il riconoscimento automatico del diritto al rilascio o al rinnovo del titolo, ma impone all'Amministrazione di riesercitare il potere mediante una nuova valutazione motivata entro i limiti conformativi indicati dal giudice.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penali
IstitutiDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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