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Sentenza

Sentenza del 15/07/2020 n. 15009 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società impugnava avvisi di accertamento per i periodi d'imposta 2005 e 2006 per omessa contabilizzazione e dichiarazione di ricavi derivanti da vendite immobiliari (appartamenti e posti auto) nel complesso di XXXXX e per omesso versamento di ritenute sui dividendi. Gli accertamenti si fondavano su PVC redatto dalla Guardia di Finanza, indagini finanziarie sui conti dei soci (famiglia XXXXX), rilevazioni OMI, listino prezzi, dati di bilancio (rimanenze), rinvenimento di contanti nella disponibilità del "patriarca" e movimenti di patrimonializzazione dei soci.

La decisione

La CTP aveva accolto i ricorsi della società, ma la CTR di Venezia (sez. di Mestre) ha riformato la decisione e ha accolto l'appello dell'Ufficio, dichiarando legittimi gli avvisi di accertamento. La società ha proposto ricorso per cassazione con 21 motivi; la Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso, ritenendo inammissibili o infondati i motivi (fra i rilievi: impugnazioni difettose di autosufficienza, impossibilità di riesaminare il merito in sede di legittimità, valutazione complessiva e discrezionale degli elementi presuntivi da parte del giudice di merito, e insussistenza di pregiudizio per vizi procedurali denunciati). Spese di giudizio a carico della ricorrente e liquidazione delle stesse.

Norme richiamate

  • Codice di procedura civile, articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 5

    Regola i vizi di motivazione censurabili in cassazione; la Corte ha applicato la nuova formulazione (Decreto Sviluppo 2012) limitando il sindacato sulla motivazione ai casi di omesso esame di fatto decisivo, escludendo la possibilità di riesaminare il merito probatorio.

  • Codice di procedura civile, articolo 360 c.p.c., comma 1, n. 3

    Riguarda la violazione di legge; usato dalla Corte per valutare i vizi dedotti relativi alla motivazione e alla valutazione degli elementi probatori e presuntivi.

  • Codice civile, articolo 2729 c.c.

    Riguarda l'onere della prova; la Corte ha ritenuto che l'Ufficio abbia fornito adeguato materiale indiziario e che la contribuente non abbia fornito prova contraria sufficiente.

  • Codice civile, articolo 2727 c.c.

    Principi sulla prova; la Corte ha considerato lecita la valutazione complessiva degli indizi posti dall'amministrazione.

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 600/1973, articolo 39, comma 1, lettera d)

    Consente l'accertamento induttivo sui ricavi; la Corte ha ritenuto che i fatti certi indicati (indagini finanziarie, movimenti patrimoniali, OMI, rinvenimento di contanti) costituissero elementi idonei a fondare la presunzione di ricavi sottratti a tassazione.

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 633/1972, articolo 54

    Norma analoga per IVA; la Corte ha considerato rilevanti gli elementi probatori ai fini anche delle imposte indirette, se del caso.

  • Decreto Legislativo n. 546/1992, articolo 53

    Norme sul processo tributario; richiamato nei motivi relativi alla procedura di impugnazione e alla valutazione di merito.

  • Decreto Legislativo n. 546/1992, articolo 38, comma 2, n. 4

    Richiami procedurali sulla motivazione delle sentenze di merito; la Corte ha ritenuto inammissibili molte censure per difetto di autosufficienza o per essere questioni di merito non sindacabili in Cassazione.

  • Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente), articolo 12, commi 1,2,5,7

    Richieste di informativa al contribuente in sede di verifica, durata dell'accesso e obblighi di valutazione delle osservazioni: la Corte ha confermato che eventuali violazioni informative non sono sanzionate automaticamente con nullità salvo prova di reale pregiudizio; la durata eccessiva della verifica non determina di per sé inutilizzabilità degli atti.

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 115/2002, articolo 13

    Riguarda il contributo unificato: la Corte dà atto della possibilità del raddoppio del contributo unificato in caso di soccombenza.

Massime di principio

  • La valutazione degli elementi presuntivi è rimessa al giudice di merito: la Cassazione non riesamina il merito probatorio se non per omesso esame di fatto decisivo.
  • Un insieme di indizi (indagini finanziarie, movimenti di patrimonializzazione, discrepanze tra bilancio e flussi, confronti OMI e ritrovamento di contanti) può legittimare accertamenti induttivi sui ricavi se concordanti e sufficientemente gravi e precisi.
  • Vizi procedurali nella fase di verifica (mancata indicazione motivata delle ragioni dell'accesso nel PVC, durata dell'accesso oltre termini) non comportano automaticamente nullità degli atti impositivi: occorre dimostrare un pregiudizio concreto e non teorico.
  • La mancata esplicita menzione, nell'atto impositivo, delle osservazioni presentate dal contribuente non determina di per sé la nullità dell'avviso, salvo che la legge lo preveda espressamente o la omissione provochi un'effettiva lesione dei diritti difensivi.
  • La parte contribuente deve fornire prove adeguate per confutare le presunzioni dell'Amministrazione: la semplice richiesta di riesame del materiale probatorio è inammissibile in Cassazione.
  • In contenziosi tributari basati su prove bancarie e finanziarie, è essenziale documentare l'origine lecita dei flussi patrimoniali e fornire spiegazioni congrue per evitare la ricostruzione di ricavi occultati.

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