Sentenza n. 194/2026 - Catanzaro, Sezione 1
per l'annullamento - del provvedimento prot. -OMISSIS- di revoca della licenza di porto d’armi per uso tiro al volo, con relativo libretto-OMISSIS-, rilasciato in data 14.4.2022; - di ogni atto presupposto, precedente, connesso e/o consequenziale;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ritenendo applicabile l’art. 84, comma 4, c.p.a. La rinuncia alla domanda e il comportamento processuale del ricorrente sono stati considerati elementi univoci dai quali desumere la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. Le spese di lite sono state compensate, come richiesto dal ricorrente e in considerazione della pronuncia in rito.
Atto impugnato: provvedimento di revoca della licenza di porto d’armi per uso tiro al volo, con relativo libretto
Esito
Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la revoca della licenza di porto d’armi per uso tiro al volo, chiedendone l’annullamento insieme agli atti presupposti, connessi e consequenziali. Il testo non specifica i motivi di illegittimità dedotti. Nel corso del giudizio, con memoria depositata il 22 gennaio 2026, il ricorrente ha dichiarato di rinunciare alla domanda.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare l’improcedibilità del ricorso quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione.
art. 84, comma 4, c.p.a.
anche in assenza delle formalità di cui ai commi precedenti il giudice può desumere dall’intervento di fatto o atti univoci dopo la proposizione del ricorso ed altresì dal comportamento delle parti argomenti di prova della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione della causa
Il giudice può desumere la sopravvenuta carenza di interesse anche da atti univoci o dal comportamento processuale delle parti, senza necessità delle formalità previste dai commi precedenti.
art. 60 c.p.a.
La sentenza è stata pronunciata in camera di consiglio, anche ai fini della definizione con sentenza semplificata.
Massime di principio
- La dichiarazione del ricorrente di rinunciare alla domanda, contenuta in una memoria depositata nel corso del giudizio, può costituire un atto univoco idoneo a dimostrare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione ai sensi dell’art. 84, comma 4, c.p.a., anche senza il compimento delle formalità di rinuncia previste dai commi precedenti.
- Quando dagli atti o dal comportamento processuale della parte ricorrente emerge in modo univoco la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, il giudice amministrativo deve dichiarare l’improcedibilità del ricorso ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Come è indicizzato
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