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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03190/2026 del 26/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

La difesa ha presentato istanza di rimessione/restituzione nel termine per proporre impugnazione contro la sentenza della Corte di appello di Roma resa nel giudizio di rinvio. L’istanza si fondava sul fatto che il difensore, dopo la pronuncia della sentenza di appello del 4 aprile 2025, aveva ricevuto dalla cancelleria informazioni errate e fuorvianti circa il mancato tempestivo deposito della motivazione; in particolare, attraverso uno scambio di e-mail con la cancelleria, gli era stato rappresentato che la sentenza non risultava depositata nei termini. Solo successivamente, dopo ulteriori solleciti per ottenere copia del provvedimento e un accesso personale in cancelleria il 2 ottobre 2025, il difensore aveva potuto verificare la corretta data di deposito e appurare che l’impedimento al tempestivo ricorso era dipeso da forza maggiore. La Corte di appello aveva nel frattempo rideterminato la pena, riconoscendo l’attenuante ex art. 62 n. 4 c.p. e la diminuente ex art. 89 c.p. in prevalenza, applicando la libertà vigilata.

La decisione

La Corte ha accolto l’istanza, ritenendo integrata una causa di forza maggiore dovuta a errate informazioni fornite dalla cancelleria sulla tempestività del deposito della sentenza. Ha valorizzato la documentazione prodotta, dalla quale emergevano i ripetuti solleciti del difensore, le comunicazioni fuorvianti ricevute via e-mail e l’accesso personale in cancelleria per ottenere conferma della data di deposito. Ha quindi restituito l’imputato nel termine per proporre ricorso avverso la sentenza della Corte di appello di Roma del 4 aprile 2025 e ha disposto gli adempimenti conseguenti, con notificazione dell’ordinanza e trasmissione degli atti al giudice di merito.

Norme richiamate

  • art. 175, comma 1, c.p.p.

    Il termine per chiedere la restituzione nel termine decorre dal momento in cui viene meno la causa di forza maggiore che ha impedito la tempestiva impugnazione; nella specie, dalla data dell’accesso personale in cancelleria e dell’acquisizione della corretta informazione sul deposito della sentenza.

  • art. 62 n. 4 c.p.

    Richiamato come attenuante riconosciuta dalla Corte di appello nella sentenza oggetto di impugnazione.

  • art. 89 c.p.

    Richiamato come diminuente per seminfermità mentale riconosciuta in prevalenza dalla Corte di appello nella sentenza oggetto di impugnazione.

  • artt. 164-165 bis disp. att. c.p.p.

    Indicati per gli adempimenti conseguenti alla restituzione nel termine e alla trasmissione degli atti al giudice del merito.

Massime di principio

  • L’errata informazione proveniente dalla cancelleria circa il mancato tempestivo deposito della sentenza può integrare una causa di forza maggiore idonea a giustificare la restituzione nel termine per impugnare.
  • Ai fini della restituzione nel termine, l’istante deve provare sia la circostanza ostativa al tempestivo esercizio del diritto di impugnazione sia di avere posto in essere ogni possibile iniziativa diligente per superarla.
  • Quando il difensore abbia continuato a sollecitare la copia della sentenza e abbia poi effettuato accesso personale in cancelleria per verificare la reale data di deposito, la sua diligenza può escludere profili di negligenza e sorreggere l’accoglimento dell’istanza.
  • Il termine per proporre l’istanza decorre dal momento in cui l’impedimento cessa in concreto, cioè quando la parte acquisisce la corretta informazione necessaria per impugnare tempestivamente.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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