Ordinanza n. 1318/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Consiglio di Stato ha preso atto della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, dichiarata dalla parte appellante nell’udienza camerale del 14 aprile 2026, e ha conseguentemente dichiarato l’appello improcedibile. Non vi è stata una valutazione nel merito dei motivi d’appello, della legittimità dell’ordinanza cautelare impugnata o dei presupposti cautelari. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.
Atto impugnato: Ordinanza cautelare del TAR Calabria, Sez. II, che aveva respinto la domanda cautelare proposta dall’impresa concorrente
Esito
Favorevole al resistente (stazione appaltante)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L’impresa concorrente ha proposto appello cautelare ai sensi dell’art. 62 c.p.a. per la riforma dell’ordinanza del TAR Calabria che aveva rigettato la domanda cautelare nel giudizio instaurato nei confronti dell’ASP di Cosenza e della Regione Calabria, con la partecipazione del Gruppo San Michele S.r.l. quale controinteressato. Dal testo dell’ordinanza non emergono i motivi specifici dedotti in appello né l’oggetto sostanziale dell’atto amministrativo originariamente contestato.
Norme richiamate
art. 62 c.p.a.
La disposizione è richiamata quale base normativa dell’appello cautelare avverso l’ordinanza del TAR; il giudizio è stato tuttavia dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
Massime di principio
- L’appello cautelare diviene improcedibile quando, nel corso del giudizio, l’appellante manifesta una sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
- La sopravvenuta carenza di interesse impedisce l’esame nel merito dei motivi d’appello e dei presupposti cautelari, determinando la definizione del giudizio con declaratoria di improcedibilità.
- In caso di declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, le spese di lite possono essere compensate tra le parti.
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