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Sentenza

Sentenza n. 1976/2026 - Catanzaro, Sezione 1

Giustizia amministrativa202001467

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR non ha esaminato nel merito le censure sull’interdittiva. Ha preso atto della dichiarazione resa dal difensore all’udienza pubblica del 7 ottobre 2026, con cui la parte ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, e ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto d’interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese di lite sono state integralmente compensate.

TAR Calabria, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: informazione antimafia interdittiva del 15 settembre 2020, con gli atti presupposti e connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa individuale ha impugnato l’informazione antimafia interdittiva lamentando l’omessa valutazione degli elementi rappresentati nell’istanza del 19 novembre 2019 e nella successiva integrazione. Ha inoltre contestato l’assenza di un pericolo di infiltrazione, negando la contiguità a fenomeni mafiosi sia del titolare sia dei componenti del suo nucleo familiare. L’Amministrazione ha chiesto il rigetto del ricorso. Nel corso del giudizio, dopo l’avvio del procedimento relativo al controllo giudiziario e la sospensione provvisoria di alcuni effetti pregiudizievoli dell’interdittiva, il Tribunale penale ha rigettato la domanda cautelare per difetto di fumus, rilevando la cointeressenza tra l’impresa ricorrente e quella del padre, anch’essa interdetta.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    il Collegio debba prendere atto della dichiarazione del difensore della parte ricorrente che concerne il venir meno dell’interesse al ricorso e preclude la decisione nel merito della controversia, con conseguente improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse ai sensi dell’art. 35, co. 1, lettera c), c.p.a.

    La dichiarazione della parte che manifesta il venir meno dell’interesse alla decisione preclude l’esame del merito e comporta l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto d’interesse.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio, il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il giudice prende atto del venir meno dell’interesse e dichiara il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto d’interesse, senza decidere nel merito le censure.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàInterdittiva e informazione antimafia
RamiProcesso amministrativoAntimafia, sicurezza e ordine pubblico
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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