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Cassazione Civile, Ordinanza n. 23158/2025 del 12/08/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Nel precedente giudizio di cassazione, avente ad oggetto il solo riconoscimento del privilegio di un credito già ammesso in via chirografaria e nell'ammontare richiesto, la Corte aveva liquidato le spese di lite applicando lo scaglione tariffario per cause di valore indeterminabile. Il fallimento ha proposto istanza di correzione di errore materiale deducendo che la liquidazione dei compensi fosse eccessiva rispetto allo scaglione tariffario corretto, poiché il valore della causa era di € 1.445,88. La Corte ha esaminato l'istanza e ha ritenuto che non vi fosse un mero lapsus materiale, ma una valutazione difensiva e discrezionale sulla determinazione dello scaglione, non emendabile con il rimedio della correzione. Ha inoltre richiamato il principio secondo cui nel procedimento di correzione degli errori materiali non possono essere liquidate le spese, mancando una situazione di soccombenza.

La decisione

La Corte ha rigettato l'istanza di correzione dell'errore materiale. Ha ritenuto che la liquidazione delle spese nell'ordinanza precedente non fosse frutto di una svista materiale, bensì di una valutazione sul valore e sull'oggetto della controversia, e quindi non correggibile con il procedimento ex artt. 287, 288 e 391-bis c.p.c. Ha inoltre precisato che nel procedimento di correzione non si liquidano le spese di lite, in quanto non è configurabile soccombenza ai sensi dell'art. 91 c.p.c., anche se la parte resistente si oppone all'istanza.

Norme richiamate

  • artt. 287, 288 e 391-bis c.p.c.

    "Nel procedimento di correzione degli errori materiali ex artt. 287, 288 e 391-bis c.p.c., avente natura sostanzialmente amministrativa e non diretto a incidere, in situazione di contrasto tra le parti, sull'assetto di interessi già regolato dal provvedimento corrigendo, non può procedersi alla liquidazione delle spese"

    Il rimedio della correzione è utilizzabile solo per errori materiali o di scritturazione e non per rimettere in discussione valutazioni giuridiche o discrezionali contenute nel provvedimento.

  • art. 91 c.p.c.

    "in nessun caso è configurabile una situazione di soccombenza ai sensi dell'art. 91 c.p.c."

    Nel procedimento di correzione degli errori materiali non si può porre a carico di una parte il pagamento delle spese, perché non vi è una vera soccombenza.

  • Cass. n. 29432/2024

    Richiamata per il principio secondo cui nel procedimento di correzione degli errori materiali non si liquidano le spese di lite.

  • Cass. n. 37834/2022

    Richiamata come precedente conforme all'opzione di applicare lo scaglione per cause di valore indeterminabile in relazione a controversie aventi ad oggetto il solo riconoscimento del privilegio di un credito già ammesso.

Massime di principio

  • La correzione degli errori materiali è ammissibile solo quando il provvedimento contenga una svista oggettivamente riconoscibile, non quando la parte intenda contestare una scelta valutativa o interpretativa della Corte.
  • Se il giudizio di legittimità riguarda soltanto il riconoscimento del rango di un credito già ammesso nell'an e nel quantum, ai fini della liquidazione dei compensi può essere applicato lo scaglione per cause di valore indeterminabile.
  • Nel procedimento di correzione degli errori materiali, per la sua natura sostanzialmente amministrativa, non è configurabile soccombenza e quindi non possono essere liquidate spese processuali ex art. 91 c.p.c., anche in presenza di contraddittorio tra le parti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSpese di lite
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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