Cassazione Penale, Sentenza n. 37302/2023 del 13/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
SESAY LALO impugna per vizio nel calcolo della pena pecuniaria e per mancata valutazione delle condizioni economiche e delle condizioni di difesa (rinuncia all'assistenza dell'interprete e alla traduzione della sentenza). CEESAY MAHAMADOU impugna il mantenimento/sequestro della somma di euro 11.900,00 rinvenuta nella sua abitazione: sostiene che quella somma non è provento della cessione di 1,26 g di cocaina (per la quale il corrispettivo era 100,00 euro), ma frutto di attività lecita; inoltre deduce l'illegittimità della conservazione del sequestro in relazione a un diverso capo di imputazione (capo 2) che è stato stralciato e per il quale si procede separatamente, censurando l'uso analogico dell'art. 263, comma 3, c.p.p. e sostenendo che il giudice avrebbe dovuto disporre il dissequestro ai sensi dell'art. 323 c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi. Per SESAY: il rigetto perché il ricorrente non ha fornito elementi specifici sulle sue condizioni economiche e la Corte d'appello ha adeguatamente motivato la determinazione della sanzione (pena e multa) sulla base della gravità e degli elementi probatori. Per CEESAY: rigetto del motivo sul sequestro; la Corte ha ritenuto legittimo il mantenimento del sequestro dei 11.900 euro in funzione della possibile confisca prevista per il reato contestato nel capo 2 (art. 240-bis c.p.) anche se tale capo è stato stralciato e sarà trattato separatamente, e ha confermato che la confisca ex art. 240 c.p. è stata correttamente limitata ai 100 euro provento della cessione contestata nel capo 1. Entrambi i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. 309/1990
La Corte distingue i diversi commi (quarto: detenzione ai fini di spaccio con possibilità di confisca ex art. 240-bis; quinto: cessione accertata con confisca ex art. 240) e valuta la rilevanza del rinvenimento della somma in relazione alle specifiche imputazioni.
art. 240 cod. pen.
Applicata alla fattispecie di cessione contestata nel capo 1: la confisca è stata limitata al corrispettivo effettivo della cessione (100,00 euro).
art. 240-bis cod. pen.
Rilevante per il capo 2 (detenzione ai fini di spaccio di oltre 6 kg): la somma di 11.900,00 euro è stata mantenuta in vista di una possibile confisca 'allargata' prevista da questa norma in caso di rilevanza per il traffico di stupefacenti.
art. 263, comma 3, c.p.p.
L'articolo, tipicamente riferito a sequestro probatorio, è stato oggetto di discussione: il ricorrente contestava un uso analogico in malam partem; la Corte ha comunque ritenuto legittimo mantenere il sequestro per esigenze cautelari e probatorie in vista del capo stralciato e della trasmissione degli atti alla Procura competente.
art. 323 c.p.p.
Invocato dal ricorrente quale norma che imporrebbe il dissequestro; la Corte non ha ritenuto applicabile il provvedimento di dissequestro nella situazione concreta, ritenendo invece legittimo il mantenimento del sequestro in funzione cautelare/probatoria in vista del procedimento separato.
art. 599-bis c.p.p.
Richiamato rispetto all'accordo sul trattamento sanzionatorio: la Corte d'appello ha ritenuto congrua la pena concordata e non ha ritenuto sufficiente l'asserzione generica del ricorrente circa la sua limitata capacità economica per riformare la decisione.
art. 110 cod. pen.
Richiamato per la contestazione del reato in concorso tra imputati (concorso di persone nel reato di detenzione/cessione di stupefacenti).
Massime di principio
- Il sequestro di somme di denaro rinvenute nell'ambito di un procedimento può essere mantenuto anche se la cognizione sugli specifici capi di imputazione viene stralciata e attribuita a diverso giudice, quando persistono esigenze cautelari e probatorie afferenti al reato stralciato.
- La confisca deve essere strettamente ricondotta al titolo di reato accertato: per la singola cessione (commi che prevedono confisca ex art. 240) si confisca il provento effettivo di quella cessione; somme più ingenti possono essere trattenute in vista dell'applicazione di norme di confisca piu' ampie (es. art. 240-bis) correlate a diversi capi.
- La mera affermazione generica di scarsa capacità economica non è sufficiente a modificare la determinazione di una sanzione pecuniaria: il giudice di merito deve essere fornito di elementi specifici e documentati sulle condizioni economiche del condannato.
- L'utilizzo dell'analogia normativa in materia di misure patrimoniali è scrutinato: il ricorso all'analogia non può ledere i diritti dell'imputato, ma i giudici possono ritenere legittimo il mantenimento di misure cautelari patrimoniali quando sono funzionali alla salvaguardia dell'azione penale o alla conservazione della prova.
- Il diritto di difesa e questioni procedurali (es. rinuncia a traduzione o interprete) devono essere valutati nel loro concreto impatto; la rinuncia non sempre comporta nullità della decisione se non viene dimostrato che la difesa sia stata effettivamente compromessa.
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