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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49357/2023 del 12/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza tra Corte d'Assise di L'Aquila e Tribunale di Avezzano sulla cognizione di reati commessi in danno di Giampaolo De Stefanis: sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.) ed estorsione consumata e tentata, nonché sulla attribuzione della competenza per la posizione di Leda Salvi, che il Tribunale aveva ritenuto di non competenza e che la Corte d'Assise ha a sua volta escluso per la sola posizione di Salvi, sollevando il conflitto.

La decisione

La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto e ha disposto che la competenza per materia spetti alla Corte d'Assise di L'Aquila. Ha ritenuto che le condotte contestate (in particolare il sequestro di persona del 8 aprile 2011) siano parte di una "sequenza" di atti estorsivi realizzati tra l'11 e il 14 aprile 2011, con connessione teleologica rispetto all'estorsione, e che la connessione e le regole sul processo simultaneo impongono di attribuire complessivamente la competenza alla Corte d'Assise anche per la posizione di Leda Salvi. Seguono le comunicazioni previste dall'art. 32, comma 2, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Fondamento giuridico del conflitto negativo: sussiste perché due giudici hanno ricusato la cognizione dello stesso procedimento nei confronti della stessa persona.

  • art. 630 cod. pen.

    Norma che disciplina il reato di sequestro di persona a scopo di estorsione; la condotta contestata è qualificata alla stregua di tale fattispecie e considerata più grave, con influenza sulla competenza per materia.

  • art. 12, lett. c), cod. proc. pen.

    Richiamata in combinato disposto con l'art. 16 per giustificare l'attribuzione della competenza alla Corte d'Assise in presenza di connessione teleologica tra reati.

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Indica i casi di connessione che determinano l'attribuzione della competenza al giudice più grave; qui usato per sostenere che il sequestro (reato più grave) sposta la competenza in favore della Corte d'Assise anche per i reati connessi.

  • art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Consentita la trattazione scritta del conflitto secondo le modalità previste dalla normativa emergenziale citata; la Procura generale e le difese hanno presentato conclusioni scritte.

  • art. 32, comma 2, cod. proc. pen.

    Prevede le comunicazioni successive alla decisione sul conflitto; la Corte ordina l'esecuzione delle comunicazioni previste dalla norma.

  • art., lett. a), cod. proc. pen.

    Richiamata nel testo in relazione allo spostamento di competenza per connessione; il principio enunciato è che la connessione con un reato più grave impone lo spostamento della competenza al giudice competente per quel reato.

Massime di principio

  • Quando le condotte contestate costituiscono una "sequenza" o un progetto unitario finalizzato al medesimo scopo criminoso, va riconosciuta la connessione teleologica e attribuita la competenza al giudice competente per il reato più grave.
  • La presenza di un reato più grave (es. sequestro di persona a scopo di estorsione) collegato ad altri reati di estorsione può trasferire la competenza alla Corte d'Assise anche per i coimputati la cui posizione, isolatamente considerata, potrebbe essere di competenza del giudice ordinario.
  • Le regole sul processo simultaneo e sulla connessione ostano alla separazione delle posizioni processuali quando i fatti e le finalità sono interconnessi: la soluzione praticata tende a evitare frammentazione processuale e a garantire un giudizio unitario.
  • Se due giudici rifiutano contemporaneamente la cognizione sullo stesso fatto/persona si configura conflitto negativo ai sensi dell'art. 28 c.p.p.; in tal caso la Corte chiamata a decidere valuta la natura e la connessione delle imputazioni per assegnare la competenza.
  • È essenziale esaminare la rubrica e la descrizione analitica dei capi di imputazione: dettagli che possono mostrare come atti apparentemente distinti siano in realtà parte di un medesimo disegno criminoso, influenzando l'attribuzione della competenza.

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