Sentenza n. 3128/2026 - Milano, Sezione 5
per l'ottemperanza della Sentenza n. 98/2023 pubbl. il 30/03/2023 RG n. 454/2022, del Tribunale di Varese (Sezione Lavoro).
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inottemperanza del Ministero alla sentenza del Tribunale di Varese, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla carta del docente per complessivi 2.500,00 euro
Esito
Favorevole al ricorrente (docente creditore)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito in ottemperanza alla sentenza n. 98/2023 del Tribunale di Varese, notificata al Ministero il 20 marzo 2024 e passata in giudicato, con la quale il Ministero era stato condannato a riconoscere la carta del docente per l’importo annuo di 500,00 euro relativamente agli anni scolastici 2017/2018, 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, per complessivi 2.500,00 euro. È stato dedotto l’inadempimento dell’Amministrazione, che si è costituita con atto di mera forma senza allegare l’avvenuto adempimento. Il ricorso è stato proposto decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza, richiesto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, essendo decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza, e fondato nel merito sulla base della documentazione attestante il giudicato e la spettanza delle somme, nonché della mancata dimostrazione dell’adempimento da parte del Ministero. Ha quindi dichiarato l’inottemperanza e ordinato al Ministero di accreditare alla ricorrente, entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza, gli importi riconosciuti dal giudicato, detraendo eventuali pagamenti medio tempore effettuati. Per l’ipotesi di ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, da attivare su istanza della creditrice dopo la scadenza del termine assegnato al Ministero; il commissario dovrà provvedere entro i successivi 60 giorni, determinando l’importo residuo e adottando gli atti necessari all’esecuzione. Ha escluso il compenso per il commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di giudizio, liquidate in 800,00 euro oltre accessori e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Disciplina il giudizio di ottemperanza, che consente al giudice amministrativo di verificare l’inottemperanza al giudicato e di adottare le misure necessarie per assicurarne l’esecuzione, compresa la nomina del commissario ad acta.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Il ricorso è stato ritenuto procedibile dopo il decorso di 120 giorni dalla notificazione della sentenza di condanna all’amministrazione.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è procedibile, nei confronti di una pubblica amministrazione debitrice, quando sia decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza di condanna previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.
- L’inottemperanza al giudicato può essere dichiarata quando il creditore documenti il contenuto della sentenza passata in giudicato e l’amministrazione non dimostri di avere adempiuto all’obbligo di pagamento o di esecuzione derivante dal giudicato.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può assegnare all’amministrazione un termine per adempiere e nominare già nella sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza del creditore in caso di persistente inerzia.
- Quando l’incarico commissariale è affidato a un dipendente pubblico già preposto alla gestione della spesa pubblica e rientra nei suoi compiti istituzionali, non è dovuto uno specifico compenso per l’attività di commissario ad acta.
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