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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 7451/2022 del 08/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di quattro cartelle di pagamento (anni 2000-2003) notificate a Margherita Giacometti in qualità di socia accomandataria e coobbligata solidale della società Ar.Tes. s.a.s.: questioni relative a competenza territoriale/uffici notificanti, violazione del beneficium excussionis (obbligo di escutere preventivamente il patrimonio sociale prima di agire sul socio), trasmissibilità delle sanzioni agli eredi, e decadenza per tardiva notifica delle cartelle (art. 1, comma 5-bis, lett. b) d.l. 106/2005) con riferimento in particolare alla cartella 2001 notificata nel 2007. L'Agenzia ha contestato la decisione della C.T.R. che aveva accolto il ricorso in gran parte, sostenendo fra l'altro che la preventiva iscrizione a ruolo e la notifica delle cartelle alla società equivalessero ad escussione del patrimonio sociale e che, comunque, l'Amministrazione avesse titolo per notificare il socio solidale anche prima di esperire l'esecuzione sulla società.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle entrate. Ha ritenuto decisivo il tema del beneficium excussionis: richiamando le Sezioni Unite (n. 28709/2020) e la giurisprudenza costituzionale, la Corte ha confermato che il socio può impugnare la cartella eccependo la violazione del beneficio di preventiva escussione e che, per società in nome collettivo, in accomandita semplice o per azioni, incombe sull'Amministrazione l'onere di provare l'insufficienza totale o parziale del patrimonio sociale. Nel caso concreto l'Agenzia non ha fornito la prova dell'incapienza del patrimonio sociale né di elementi che consentissero di desumerla in modo certo; pertanto la C.T.R. aveva correttamente accolto il ricorso per violazione del beneficium excussionis. Per tale motivo il ricorso è stato ritenuto assorbente rispetto alle altre censure e respinto.

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 600 del 1973

    Norma richiamata per la forma di emissione delle cartelle di pagamento relative a IRPEF; citata come titolo formale degli atti notificati alla società e al socio

  • d.P.R. n. 633 del 1972

    Richiamato come titolo normativo in relazione alla riscossione dell'IVA contestata

  • d.lgs. n. 546 del 1992

    art. 18, art. 10, art. 4, art. 59

    Norme processuali tributarie invocate in relazione a vocatio in ius, competenza territoriale, ammissibilità del ricorso e rimessione per difetto di contraddittorio; la Corte ha valutato che alcune eccezioni di notifica/competenza non fossero decisive rispetto al profilo sostanziale dell'escussione del patrimonio sociale

  • d.l. 17 giugno 2005, n. 106, conv. in legge 31 luglio 2005, n. 156

    art. 1, comma 5-bis, lett. b)

    Prevede termini perentori di notifica delle cartelle derivanti dalla liquidazione di dichiarazioni (rilievo sulla cartella 2001); la C.T.R. aveva ravvisato violazione del termine per la cartella notificata nel 2007

  • d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 472

    Norme sulle sanzioni tributarie e sulla loro trasmissibilità: la C.T.R. ha ritenuto le sanzioni di natura amministrativa non trasmissibili agli eredi e ha richiamato la responsabilità personale del soggetto sanzionato

  • codice civile

    art. 2304, art. 2291, art. 2318, art. 2290

    Art. 2304 (beneficium excussionis) è centrale: disciplina il diritto del socio di esigere l'escussione del patrimonio sociale prima di agire sul suo patrimonio personale; gli altri articoli richiamati riguardano la responsabilità dei soci nelle diverse tipologie societarie

  • Cass. SS.UU.

    Principio di diritto fondamentale: il socio può impugnare la cartella per violazione del beneficium excussionis; il profilo decisivo è probatorio (chi deve provare l'incapienza del patrimonio sociale varia in base alla forma societaria: per snc/sas/s.p.a. l'onere grava sull'Amministrazione)

  • Corte Costituzionale

    sent. n. 114 del 31/05/2018

    Riconosce la possibilità per il coobbligato di inibire l'azione del creditore anche in via cautelare o preventiva, valorizzando la tutela del socio già nella fase di impugnazione della cartella

Massime di principio

  • Il socio di una società di persone (es. s.n.c., s.a.s.) può impugnare la cartella esattoriale notificata nei suoi confronti eccependo la violazione del beneficium excussionis già in sede di giudizio tributario, non solo in sede di opposizione all'esecuzione.
  • L'onere probatorio circa la capienza o meno del patrimonio sociale varia in base alla forma societaria: per società in nome collettivo, accomandita semplice o per azioni grava sull'Amministrazione l'onere di dimostrare l'insufficienza totale o parziale del patrimonio sociale; per società semplice grava sul socio impugnante l'onere di provare la capienza.
  • La semplice iscrizione a ruolo e la notifica di cartelle alla società non sostituiscono sempre la prova dell'esaurimento del patrimonio sociale: se l'Amministrazione intende agire sul socio solidale deve fornire elementi probatori dell'incapienza della società, salvo che l'insufficienza risulti già certa (es. cancellazione della società).
  • Se l'Amministrazione non produce prova dell'incapienza del patrimonio sociale e non emergono elementi certi in contrario, il ricorso del socio che eccepisce il beneficium excussionis può essere accolto.
  • In presenza di più questioni (competenza territoriale, notifiche a diversi uffici) il profilo decisivo può rimanere quello sostanziale (escussione del patrimonio sociale); la mancata prova da parte dell'Amministrazione sul punto rende spesso assorbibili le altre contestazioni procedural-formali.

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