Sentenza n. 5635/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'accertamento dell'inadempimento della Colleverde S.r.l. a quanto previsto dalla Convenzione urbanistica stipulata in data 13 giugno 2006, integrata dall'Atto del 26 febbraio 2008; e per la conseguente condanna della Colleverde S.r.l. al risarcimento dei danni subiti e subendi per effetto di tale inadempimento nella misura pari ad € 2.073.877,60, o nella maggiore o minore somma ritenuta di giustizia; nonché per la pronuncia ex art. 2932 c.c. di trasferimento coattivo in favore del Comune di Viterbo delle aree individuate alle particelle 512, 564, 573, 575, 578, 579, 845, 847, 856, 861, 864, 962 e 963 del foglio 146, con trascrizione dell'emananda sentenza presso il competente Ufficio del Territorio a spese della Società cedente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inadempimento della convenzione urbanistica stipulata il 13 giugno 2006 e integrata dall'atto del 26 febbraio 2008
Esito
Favorevole al resistente (operatore privato)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune di Viterbo aveva chiesto l'accertamento dell'inadempimento della società privata agli obblighi previsti dalla convenzione urbanistica e la conseguente condanna al risarcimento dei danni, quantificati in euro 2.073.877,60 o nella diversa somma ritenuta di giustizia. Aveva inoltre domandato, ai sensi dell'art. 2932 c.c., il trasferimento coattivo in favore del Comune di alcune aree individuate catastalmente, con trascrizione della sentenza. Nel corso del giudizio, il Comune ha dichiarato, con atto depositato il 9 luglio 2025, la sopravvenuta carenza di interesse alla definizione nel merito del ricorso, chiedendo la declaratoria di improcedibilità e la compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Il giudice ha ritenuto che la dichiarazione univoca della parte ricorrente imponesse, in applicazione del principio dispositivo, di prendere atto del sopravvenuto difetto di interesse senza esaminare nel merito le domande di accertamento, risarcimento e trasferimento coattivo. Le spese di lite sono state integralmente compensate tra le parti, in ragione dell'esito della controversia e della particolarità delle questioni sottostanti.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse, dichiarata univocamente dalla parte ricorrente, comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso, in applicazione del principio dispositivo.
art. 60 c.p.a.
La sentenza è stata pronunciata in forma semplificata all'esito della camera di consiglio, sentite le parti.
art. 2932 c.c.
La disposizione era richiamata nella domanda di trasferimento coattivo delle aree, ma non è stata esaminata nel merito a seguito della declaratoria di improcedibilità.
Massime di principio
- La dichiarazione univoca della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione di merito impone al giudice amministrativo, in applicazione del principio dispositivo, di dichiarare improcedibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse preclude l'esame nel merito delle domande proposte con il ricorso.
- La particolarità delle questioni sottostanti e l'esito del giudizio possono giustificare l'integrale compensazione delle spese di lite.
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