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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41501/2024 del 12/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato e ha accolto il ricorso. Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio e, avvalendosi dei poteri previsti (art. 620 lett. l) cod. proc. pen.), ha determinato direttamente la sanzione finale: mesi 5, giorni 10 di reclusione ed euro 88 di multa, computando la riduzione massima per le attenuanti generiche e la riduzione per il rito abbreviato.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dall'imputata tramite difensore (avv. Fornara) con unico motivo dedotto ex art. 173 disp. att. cod. proc. pen., per violazione degli artt. 606 lett. b) ed e) cod. proc. pen.: si contestava l'omessa applicazione della riduzione di pena per le attenuanti generiche "nella misura massima possibile", poiché la Corte di Appello aveva ritenuto che le attenuanti fossero state già concesse al massimo pur avendo ridotto la pena in misura inferiore al massimo consentito.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma procedurale citata come riferimento per la forma di sintesi del motivo di ricorso; usata per riassumere il motivo in sede di legittimità

  • art. 606 lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Principali ragioni di impugnazione: vizio di motivazione e incompletezza della decisione con riferimento all'omessa corretta applicazione delle attenuanti generiche e della relativa misura

  • art. 620 lett. l) cod. proc. pen.

    Attribuisce alla Corte di Cassazione, quando possibile, il potere di provvedere direttamente in ordine alla determinazione della pena (anziché rinviare) se il calcolo è agevole dal punto di vista matematico

  • art. 62-bis c.p.

    Richiamata nella sentenza come base per il calcolo della riduzione della pena in presenza di attenuanti generiche (quantificazione della diminuzione della pena)

  • art. 442 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la riduzione di pena per il rito abbreviato (riduzione di un terzo), applicata dopo la quantificazione delle altre riduzioni

Massime di principio

  • Se il giudice di merito riconosce elementi personali (es. stato di salute, povertà, incensuratezza, ammissione di responsabilità) tali da giustificare le attenuanti generiche, va valutata la possibilità concreta di concedere la riduzione nella misura massima; l'omessa motivazione sul punto può integrare motivo di cassazione
  • La Corte di Cassazione può, quando il calcolo della pena è agevole e determinabile ex ante, intervenire direttamente sulla quantificazione della sanzione (annullando e determinando la pena) senza rinviare, ai sensi dell'art. 620 lett. l) cod. proc. pen.
  • Nella determinazione della sanzione si devono applicare in ordine logico le riduzioni previste (ad es. prima la riduzione per attenuanti generiche, poi l'ulteriore riduzione prevista per il rito abbreviato), verificando matematicamente la correttezza delle diminuzioni operate
  • Un vizio nella valutazione della misura delle attenuanti generiche può portare a una rideterminazione favorevole della pena: pertanto, nelle situazioni simili è opportuno che la difesa espliciti chiaramente la richiesta della misura massima delle attenuanti e fornisca elementi che ne giustifichino l'applicazione
  • Quando la Corte di Appello dichiara di aver concesso le attenuanti "nella massima estensione" ma la riduzione numerica non corrisponde alla misura massima consentita, ciò costituisce errore materiale o di motivazione correggibile in Cassazione

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