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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3145/2024 del 26/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma di condanna per rapina aggravata e ricettazione sostenendo che il riconoscimento si fondava su raffronto di fotogrammi estratti da videosorveglianza con immagini provenienti da altro procedimento e dal profilo Facebook dell'imputato, elementi meramente indiziari; le descrizioni fornite dai testimoni erano generiche, non furono effettuati riconoscimenti fotografici né perizia antropometrica; con riguardo all'autovettura collegata alla fuga, solo una delle due impronte sullo specchietto fu ritenuta riconducibile al ricorrente e la connessione del mezzo al fatto sarebbe basata su affermazioni arbitrarie dei Carabinieri; infine la mancata motivazione sull'aggravante del travisamento e la decisione di non concedere le attenuanti generiche sarebbero insufficientemente motivate.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato in relazione alla motivazione della Corte d'Appello sui profili di riconoscimento/identificazione: l'appello aveva dettagliatamente contestato il riconoscimento tramite raffronto di immagini e la Corte d'Appello non ha dato risposta alle censure, omettendo un elemento decisivo della sentenza di condanna. Per motivazione mancante/apparente la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al capo A) (rapina, art. 628 c.p.) e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Palermo per nuovo giudizio. Ha dichiarato irrevocabile la affermazione di responsabilità per il reato di ricettazione e ha dichiarato inammissibile il ricorso nel resto.

Norme richiamate

  • art. 628 c.p.

    la norma identifica il reato di rapina; la Cassazione ha annullato la condanna relativa a questo capo per carenza/mancata motivazione sull'elemento identificativo, rinviando per nuovo giudizio

Massime di principio

  • La Corte deve rispondere espressamente alle doglianze difensive che attengono a elementi decisivi della condanna: l'omissione può determinare annullamento per motivazione insufficiente.
  • I riconoscimenti basati su raffronti tra immagini di sistemi di videosorveglianza e immagini tratte da profili social o da procedimenti diversi sono indiziari e richiedono adeguata valutazione e conferme probatorie (testimoni, perizie antropometriche, riconoscimenti fotografici) per fondare una condanna.
  • La presenza di impronte digitali su un mezzo collegato al reato non è automaticamente idonea a stabilire la presenza dell'imputato sulla scena del crimine: è necessario chiarire tempi, modalità e collegamenti probatori tra il mezzo e il fatto.
  • Se alcune censure riguardano solo parte della sentenza, la Cassazione può annullare limitatamente a quel capo e lasciare irrevocabile la responsabilità per gli altri reati non impugnati o per i quali non sussistono vizi.
  • Le affermazioni investigative degli organi (es. collegamento di un veicolo al fatto) devono essere adeguatamente motivate e supportate da riscontri oggettivi; altrimenti la loro efficacia probatoria è discutibile.

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