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Ordinanza

Ordinanza n. 2808/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202605350

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Veneto che aveva respinto la domanda cautelare contro provvedimenti prefettizi relativi al pericolo di infiltrazione mafiosa

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha appellato l’ordinanza cautelare del TAR Veneto, chiedendone la riforma. Dalla motivazione dell’ordinanza del Consiglio di Stato emerge che la controversia riguarda provvedimenti impugnati in primo grado fondati sulla prognosi di sussistenza di un pericolo di infiltrazione e sulla ritenuta non occasionalità dei contatti rilevanti. L’appellante contestava, in sostanza, la legittimità della valutazione prefettizia e l’esclusione dell’applicazione delle misure di prevenzione collaborativa.

La decisione

Il Consiglio di Stato, nella cognizione sommaria propria della fase cautelare, ha ritenuto l’appello privo di apprezzabili elementi di fondatezza. Ha rilevato la presenza di plurimi e coerenti elementi idonei a sorreggere la legittimità dei provvedimenti impugnati in primo grado, sia quanto alla prognosi non illogica né irragionevole del pericolo di infiltrazione, sia quanto alla non occasionalità del contatto, circostanza ritenuta tale da escludere l’applicazione delle misure di prevenzione collaborativa. La motivazione dell’amministrazione è stata giudicata motivata e plausibile. L’appello cautelare è stato quindi respinto; le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare davanti al Consiglio di Stato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità della parte appellante.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la prognosi prefettizia sul pericolo di infiltrazione mafiosa supera il vaglio sommario quando risulta fondata su plurimi e coerenti elementi e non appare illogica o irragionevole.
  • La non occasionalità dei contatti rilevanti può giustificare l’esclusione delle misure di prevenzione collaborativa, qualora tale valutazione sia motivatamente e plausibilmente esposta dall’amministrazione.
  • Nel giudizio cautelare il Consiglio di Stato respinge l’appello quando i provvedimenti impugnati risultano assistiti, a una cognizione sommaria, da una motivazione plausibile e da elementi sufficienti a sorreggerne la legittimità.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaTutela cautelareAppello
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
SottomateriePresupposti e indizi dell'infiltrazionePrevenzione collaborativa e aggiornamento
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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