Cassazione Penale, Sentenza n. 1446/2023 del 17/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Conflitto negativo di competenza territoriale in materia di prevenzione relativo alla proposta per misure di prevenzione nei confronti di Randone Salvatore. Il Tribunale di Catania sosteneva che la competenza dovesse radicarsi in territorio emiliano (Bologna) per la continuità di azione del proposto in Emilia e per fatti di rilievo commessi lì; il Tribunale di Bologna aveva invece richiamato il luogo ove si sarebbe radicato il centro decisionale e la capacità intimidatoria del sodalizio mafioso (Misterbianco, Catania) e aveva ritenuto rilevante la progettazione del tentato omicidio in territorio etneo.
La decisione
Il Collegio ha dichiarato la competenza del Tribunale di Bologna, ritenendo prevalente, nella fattispecie, il criterio di localizzazione penalistica del fatto indicato nella proposta di prevenzione (art.51, comma 3-bis c.p.p., trattandosi di tentato omicidio): per i delitti individuati dall'elenco di cui all'art.51 c.p.p. la competenza, anche in sede di prevenzione, deve essere collegata al luogo dell'ultimo atto diretto a commettere il delitto (richiamo all'art.8 c.p.p.). Il Collegio ha inoltre osservato che l'ipotesi di appartenenza ad associazione mafiosa non ha trovato riscontri decisivi (archiviazione dell'indagine su tale partecipazione) e che i fatti di maggior consistenza si sono manifestati in territorio emiliano, confermando così la competenza di Bologna.
Norme richiamate
d.lgs. n.159 del 2011, art.4, comma 1, lett. b)
La norma che disciplina l'ipotesi di pericolosità fondata su indizi di commissione di reati elencati in art.51 c.p.p. va interpretata facendo riferimento al luogo di manifestazione esterna del reato specifico, non in modo estensivo al criterio del centro decisionale applicabile per l'appartenenza associativa
art.51, comma 3-bis, cod. proc. pen.
Elenca i reati che, se indicati nella proposta, giustificano misure di prevenzione; quando la pericolosità è fondata su tali reati, rileva la localizzazione giurisdizionale del fatto segnalato
art.8, cod. proc. pen.
Principio penalistico di localizzazione: per i delitti tentati competente è il giudice del luogo dell'ultimo atto diretto a commettere il delitto; criterio applicato anche in sede di prevenzione per individuare il Tribunale competente quando la proposta si fonda su un singolo fatto indicato nell'elenco di cui all'art.51
d.lgs. n.159 del 2011, art.5 (richiamato)
Riferimento normativo alla disciplina della competenza in materia di misure di prevenzione; richiamata la distinzione tra i casi di appartenenza ad associazione mafiosa e quelli fondati su singoli reati
legge 27.12.1956 n.1423, art.4 (richiamo giurisprudenziale storico)
Giurisprudenza interpretativa storica consolidata secondo cui la nozione di dimora/pericolosità va intesa in relazione al luogo in cui si manifestano le condotte pericolose, non in senso puramente formale
Massime di principio
- Quando la proposta di prevenzione si basa su un indizio di reato elencato in art.51 c.p.p. (es. tentato omicidio), la competenza territoriale deve essere individuata in base alla localizzazione penalistica del fatto: il luogo dell'ultimo atto diretto a commettere il reato (art.8 c.p.p.) è decisivo.
- Quando la proposta si fonda sullappartenenza a una associazione mafiosa (art.4 lett. a) d.lgs. 159/2011), il criterio guida è il luogo dove si radica il centro decisionale e la capacità intimidatoria del sodalizio: la competenza può essere nel luogo dove è il centro organizzativo del gruppo.
- Se nella proposta coesistono più manifestazioni di pericolosità in luoghi diversi, il giudice valuta la gravità del singolo fatto e la continuità di azione: la continuità territoriale (luogo di abituale pericolosità) può prevalere se i fatti in quel luogo sono ripetuti e consistenti, mentre un fatto episodico ma di maggiore gravità può invece spostare la competenza verso il luogo di commissione di quel fatto.
- Il giudizio di prevenzione è un accertamento di una condizione complessiva di pericolosità e non un processo sostitutivo: pertanto occorre che la proposta contenga elementi fattuali chiari e circostanziati per ancorare la competenza al territorio indicato.
- Se indagini penali su ipotesi di appartenenza mafiosa si sono concluse con archiviazione per insufficienza di elementi, non è corretto fondare la competenza territoriale sul presunto centro decisionale del sodalizio senza ulteriori elementi che dimostrino la persistenza di quella dimensione associativa.
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