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Ordinanza

Ordinanza n. 13938/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - dell’ordinanza di demolizione di pretesi abusi edilizi n. 232 del 29.05.2024, prot. n. 0040188 del 29.05.2024, emessa dal Comune di Tivoli, Settore VI – Urbanistica ed edilizia, notificata in data 29.05.2024, e di ogni altro atto presupposto, connesso e comunque consequenziale; Per quanto riguarda il ricorso incidentale presentato da Cinelli Anna Maria, Mosti Similda, Mosti Gianluca e Mosti Andrea: - dell’ordinanza di demolizione n. 232 del 29/05/24, prot. n. 0040188 del 29/05/2024 emessa dal Comune di Tivoli, settore VI-Urbanistica ed Edilizia, notificata il 07.06.2024; Per quanto riguarda i motivi aggiunti: - dell’ordinanza del Comune di Tivoli del 4 luglio 2024, recante il divieto di esercizio di attività commerciale nei luoghi che l’impugnato provvedimento principale definisce come “abusivi” e dell’ordinanza del Comune di Tivoli del 26 luglio 2024, con cui lo stesso ufficio ordina l’apposizione dei sigilli su tutti i presunti locali affetti da presunti abusi edilizi;

Giustizia amministrativa202408374

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale di demolizione di presunti abusi edilizi, nonché successive ordinanze di divieto di esercizio dell’attività commerciale e di apposizione dei sigilli

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Le società ricorrenti principali hanno impugnato l’ordinanza di demolizione n. 232 del 29 maggio 2024, con cui il Comune di Tivoli ha contestato diversi interventi edilizi ritenuti abusivi, nonché, con motivi aggiunti, il divieto di esercizio dell’attività commerciale e l’ordine di apposizione dei sigilli. Alcuni proprietari privati hanno proposto ricorso incidentale contro la medesima ordinanza. Dalla relazione di verificazione e dalle osservazioni tecniche di parte è emersa la necessità di chiarire, anzitutto, se i due percorsi di collegamento tra il livello demaniale adibito a sala ristorante e il livello privato adibito a cucina, ricavati mediante perforazione del bastione del castello comunale, fossero stati assentiti dalla licenza edilizia n. 265 del 20 novembre 1947, verificando la loro rappresentazione negli elaborati progettuali e il rilievo del nulla-osta della Soprintendenza ai Monumenti del Lazio. Occorre inoltre accertare documentalmente la circostanza, contestata, secondo cui la licenza del 1947 sarebbe stata inefficace perché subordinata alla produzione di ulteriore documentazione non depositata. Deve poi essere verificato se il rialzamento del piano stradale antistante il ristorante, con pavimentazione, pergolato e aiuola in muratura, fosse ricompreso nella richiesta di variante in sanatoria del 7 gennaio 1952 e se fosse stato approvato e rappresentato negli elaborati allegati alla licenza di costruzione n. 224 del 24 novembre 1958. Infine, deve essere chiarito se alcuni degli interventi contestati siano riconducibili alle «trascurabili varianti» interne ed esterne menzionate nel verbale dell’Ufficio Tecnico comunale del 3 dicembre 1959.

La decisione

Il TAR ha ritenuto la causa non ancora matura per la decisione, in ragione della copiosa documentazione e della complessità delle contestazioni tecniche. Non ha quindi deciso né il ricorso principale né quello incidentale e non ha valutato definitivamente la legittimità dell’ordinanza di demolizione o delle successive misure comunali. Ha disposto ulteriori incombenti istruttori, imponendo al verificatore e al Comune di Tivoli di fornire, entro 40 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza, chiarimenti e documentazione sulla riferibilità degli interventi alle pregresse licenze edilizie, alla variante in sanatoria, al nulla-osta paesaggistico e alle varianti trascurabili del 1959. Il giudizio è stato rinviato all’udienza pubblica del 22 dicembre 2026.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTitoli abilitativi ediliziIstruttoria processuale
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

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