Sentenza del 12/05/2017 n. 11883 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente contestava l'applicazione della TOSAP per l'anno 2004 relativa all'occupazione di suolo comunale mediante cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Sosteneva che le aree non fossero state sottratte all'uso pubblico, perché già destinate dal Comune alla raccolta dei rifiuti, e che l'attività, essendo di pubblico interesse, dovesse essere esente dal tributo. Deduceva inoltre un vizio di motivazione e la violazione degli articoli 38 e 39 del D.Lgs. n. 507/1993.
La decisione
La Corte di cassazione ha respinto il ricorso e confermato la debenza della TOSAP. L'occupazione rilevante ai fini tributari dipende dalla concreta relazione materiale con il suolo pubblico, indipendentemente dal titolo amministrativo e dalla finalità pubblica o dall'interesse collettivo del servizio. L'esenzione prevista dall'art. 49, lett. e), del D.Lgs. n. 507/1993 non era applicabile, poiché mancava la previsione di devoluzione gratuita degli impianti al Comune al termine della concessione. La ricorrente è stata condannata alle spese, liquidate in Euro 1.700,00 a favore del Comune e in Euro 250,00 a favore della società I., oltre accessori, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 507/1993, art. 38
La norma individua il presupposto della TOSAP nell'occupazione di spazi e aree pubbliche.
La tassa si applica in presenza di un'occupazione concreta del suolo pubblico; la Corte valorizza il fatto materiale dell'occupazione, senza richiedere un'ulteriore verifica del vantaggio esclusivo o della sottrazione assoluta dell'area all'uso collettivo.
D.Lgs. n. 507/1993, art. 39
La disposizione è stata invocata dalla ricorrente insieme all'art. 38, ma la Corte ha escluso che la disciplina richieda, nel caso concreto, un diverso accertamento rispetto alla materiale occupazione del suolo.
D.Lgs. n. 507/1993, art. 49, lett. e)
Sono esenti le occupazioni con impianti adibiti ai servizi pubblici quando sia prevista la devoluzione gratuita al Comune o alla Provincia al termine della concessione.
L'esenzione opera solo se ricorrono espressamente i presupposti normativi, in particolare la devoluzione gratuita degli impianti all'ente pubblico. La mera natura pubblica o di pubblico interesse del servizio non è sufficiente.
Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c., nella formulazione introdotta dal D.L. n. 83/2012, art. 54, convertito dalla L. n. 134/2012
Il vizio riguarda l'omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, decisivo e oggetto di discussione tra le parti.
Il ricorso per cassazione non può limitarsi a contestare la valutazione delle prove o la motivazione giuridica; occorre indicare uno specifico fatto storico decisivo, effettivamente discusso e completamente ignorato dal giudice.
D.P.R. n. 115/2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater, come modificato dalla L. n. 228/2012
In caso di rigetto integrale del ricorso, la parte soccombente deve versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso.
Massime di principio
- Ai fini della TOSAP, la concreta occupazione fisica di un'area pubblica può essere sufficiente a far sorgere il tributo, anche quando l'occupazione sia funzionale a un servizio pubblico o destinata a soddisfare un interesse collettivo.
- La natura di pubblico interesse dell'attività svolta non comporta automaticamente l'esenzione: l'esenzione deve essere prevista espressamente dalla legge o da una specifica pattuizione applicabile.
- L'assenza di un uso esclusivo dell'area o la sua preordinata destinazione pubblica non esclude necessariamente la tassa, se l'installazione crea comunque una relazione materiale stabile o concreta tra il soggetto e il suolo pubblico.
- Per invocare l'esenzione relativa agli impianti di servizi pubblici occorre verificare puntualmente la previsione di devoluzione gratuita degli impianti all'ente pubblico al termine della concessione.
- Nel giudizio di cassazione, la censura per omesso esame richiede l'indicazione precisa di un fatto storico decisivo ignorato dal giudice; non è sufficiente chiedere una nuova valutazione delle prove o sostenere che il giudice abbia interpretato diversamente la normativa.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza tributaria, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza tributaria
- Sentenza · 12 mag 2017Sentenza del 12/05/2017 n. 11872 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 12 mag 2017Sentenza del 12/05/2017 n. 11816 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 12 mag 2017Sentenza del 12/05/2017 n. 11817 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 12 mag 2017Sentenza del 12/05/2017 n. 11819 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 12 mag 2017Sentenza del 12/05/2017 n. 11822 - Corte di Cassazione
- Sentenza · 12 mag 2017Sentenza del 12/05/2017 n. 11824 - Corte di Cassazione
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza tributaria →