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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33401/2022 del 12/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per nullità dell'ordinanza che disponeva gli arresti domiciliari con controllo elettronico per difetto del dispositivo: mancava graficamente l'ordine impositivo (assenza del termine "applica" o "dispone l'applicazione") e, secondo la difesa, ciò avrebbe creato incertezza sul carattere e sulla legittimazione della misura, non essendo una semplice irregolarità rimediabile dal tribunale del riesame.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la mancanza del termine "applica" nel dispositivo sia una irregolarità lessicale non rientrante nelle ipotesi tassative di nullità previste dagli artt. 177 e 292 c.p.p.; non sussisteva incertezza assoluta sul soggetto che avesse emesso la misura né sulla natura della misura, poiché l'intestazione e il contenuto dell'ordinanza chiarivano l'applicazione della misura cautelare (arresti domiciliari con controllo elettronico). Inoltre il Tribunale del riesame aveva in seguito parzialmente modificato la misura, sostituendola con l'obbligo di dimora, rendendo in ogni caso inattuali le questioni sollevate. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; la ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    La detenzione di orologi, oggetti d'oro e denaro sospetti ha fondato anche l'ipotesi di ricettazione ai sensi dell'art. 648 c.p.; la mancata convincente giustificazione della provenienza ha alimentato il quadro indiziario.

  • art. 177 cod. proc. pen.

    Richiamato il principio di tassatività delle cause di nullità: solo le ipotesi espressamente previste dalla legge possono determinare la nullità, non è consentita una estensione interpretativa.

  • art. 292 cod. proc. pen.

    Individuazione delle specifiche fattispecie di nullità degli atti processuali; la Corte osserva che per gli atti cautelari valgono le ipotesi tassative previste dalla legge e, ove richiamato, il comma 2-ter per i vizi rilevanti.

  • art. 292 comma 2-ter cod. proc. pen.

    La Corte segnala che solo in caso di incertezza assoluta sull'autore del provvedimento o di mancata valutazione degli elementi a carico e a favore può configurarsi il vizio previsto, e tale regime è tassativo.

  • art. 546 cod. proc. pen.

    La disciplina delle nullità della sentenza (art. 546) non è applicabile ai provvedimenti cautelari: non è possibile trasporre automaticamente le regole previste per la sentenza al diverso tipo di atto cautelare.

Massime di principio

  • Le cause di nullità dei provvedimenti cautelari sono tassative: una mera irregolarità formale o lessicale non determina automaticamente la nullità dell'atto.
  • Per ottenere la declaratoria di nullità di un provvedimento cautelare occorre dimostrare un vizio grave e specificamente previsto dalla legge (es. incertezza assoluta sull'autore del provvedimento o mancata valutazione degli elementi a carico e a favore).
  • La mancanza di una parola normativa nel dispositivo (es. "applica") può essere considerata un refuso se dal complesso del provvedimento risulta chiaro quale misura è stata adottata e chi l'ha adottata; in tal caso non vi è lesività per la parte.
  • Se in sede di riesame la misura viene modificata o sostituita, le questioni relative al provvedimento originario possono diventare irrilevanti o inattuali, incidendo sulla commerciabilità dell'impugnazione successiva.
  • Le impugnazioni infondate o generiche in cassazione possono essere dichiarate inammissibili e comportare condanne per spese e sanzioni (cassa delle ammende).

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