Ordinanza n. 15569/2026 - Roma, Sezione 4T
per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio/inerzia del Ministero dell’Istruzione e del Merito, nel procedimento avente ad oggetto la domanda di riconoscimento del titolo di specializzazione su sostegno conseguito all’estero e segnatamente in Romania, in data 8 giugno 2023 con il numero cronologico 30788.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia nell’esecuzione della sentenza del TAR Lazio n. 14222 del 12 luglio 2024, che aveva nominato un commissario ad acta per provvedere sulla domanda di riconoscimento del titolo estero
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente aveva presentato il 23 giugno 2026 istanza di sostituzione del commissario ad acta nominato con la sentenza n. 14222 del 12 luglio 2024, deducendo che questi non aveva provveduto entro il termine assegnato sulla domanda di riconoscimento in Italia del titolo di specializzazione sul sostegno conseguito in Romania l’8 giugno 2023, con numero cronologico 30788. L’istanza era fondata sulla perdurante assenza di un provvedimento espresso e sull’inerzia del commissario; né il Ministero né il commissario hanno fornito giustificazioni del ritardo.
La decisione
Il TAR ha accolto l’istanza di sostituzione del commissario ad acta, ritenendo integrati i presupposti in ragione dell’inerzia e dell’assenza di giustificazioni per l’ampio ritardo. Al commissario originario succede, con facoltà di delega, il Dirigente dell’Ufficio III – Accesso programmato della Direzione generale del Diritto allo studio del Ministero dell’Università e della Ricerca, che dovrà acquisire gli atti del fascicolo e provvedere entro 90 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza a cura della Segreteria. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito è stato condannato alle spese della fase, liquidate in 400 euro per compensi, oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.
Massime di principio
- Quando il commissario ad acta nominato per assicurare l’esecuzione di una sentenza rimane inerte oltre il termine assegnato e non è fornita una giustificazione del ritardo, il giudice può accogliere l’istanza di sostituzione e attribuire al nuovo commissario un termine per provvedere.
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