Ordinanza n. 928/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, chiedendone la sospensione cautelare. Il provvedimento amministrativo si fonda sulla presentazione di un certificato di residenza presso un Comune, risultato falso. In sede cautelare il ricorrente non ha allegato elementi concreti e puntuali idonei a contestare la falsità della documentazione prodotta né, conseguentemente, a mettere in dubbio la legittimità del diniego.
La decisione
Il TAR, ritenuta la propria giurisdizione e competenza e svolto il sommario esame proprio della fase cautelare, ha respinto l'istanza di sospensione dell'efficacia del diniego. Il Collegio ha rilevato che il fondamento dell'atto impugnato — la falsità del certificato di residenza presentato — non era stato adeguatamente contestato mediante allegazioni concrete e puntuali. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione delle peculiari connotazioni della controversia.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare collegiale; nel caso concreto il giudice ha respinto la richiesta di sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato per l'assenza di elementi idonei a evidenziare, allo stato del sommario esame, i presupposti per la tutela cautelare.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base normativa per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- In sede cautelare, quando il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno si fonda sulla falsità della documentazione presentata dall'interessato, la tutela cautelare non può essere concessa se il ricorrente non allega elementi concreti e puntuali idonei a contestare quella falsità e a incrinare il fondamento del provvedimento.
- La mera proposizione del ricorso contro un diniego amministrativo non è sufficiente a ottenere la sospensione dell'efficacia dell'atto: il ricorrente deve fornire, già nella fase cautelare, allegazioni specifiche capaci di mettere in dubbio la legittimità del provvedimento.
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