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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1502/2024 del 12/01/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Manzoni è stato condannato per il reato di falso (art. 483 c.p.) per aver attestato falsamente di aver superato un corso di formazione finalizzato al riconoscimento della qualifica di responsabile tecnico delle revisioni. Ha impugnato per cassazione sostenendo: 1) omessa valutazione/deduzione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; 2) eccessività della pena ex art. 133 c.p. e mancata conversione della pena detentiva in pena pecuniaria ai sensi dell'art. 53 legge n. 689/1981.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso in parte fondato. Ha ritenuto infondato il motivo relativo alla non punibilità per particolare tenuità del fatto, accogliendo la valutazione della Corte territoriale sulla gravità della condotta (interesse della falsificazione in materia rilevante per la sicurezza della circolazione). Ha inoltre ritenuto infondato il censura sull'eccessività della pena, considerando adeguata la motivazione e la pena quantificata al di sotto della media edittale. Tuttavia la Cassazione ha accolto la censura relativa all'omessa decisione e motivazione circa la conversione della pena detentiva in pena pecuniaria ai sensi dell'art. 53 L. 689/1981: la Corte d'appello non aveva pronunciato né motivato sulla richiesta avanzata in appello. Perciò la sentenza impugnata è annullata con rinvio, limitatamente alla questione della conversione della pena, ad altra sezione della Corte d'appello di Brescia; il ricorso è rigettato per il resto.

Norme richiamate

  • art. 483 cod. pen.

    Norma che sanziona la falsità nelle attestazioni o certificazioni. È la fattispecie di reato per cui Manzoni è stato condannato (falsa attestazione di aver superato il corso).

  • art. 131-bis cod. pen.

    Prevede la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Può essere rilevata d'ufficio dal giudice d'appello per analogia con altre cause di proscioglimento che devono essere dichiarate immediatamente; tuttavia l'esclusione della tenuità può risultare anche implicitamente dalla complessiva motivazione quando emerga la gravità oggettiva e soggettiva del fatto.

  • art. 129 cod. proc. pen. (richiamato per analogia)

    Richiamato come fondamento della possibilità di rilevare d'ufficio cause di proscioglimento in ogni stato e grado, applicato per assimilazione alla causa di non punibilità dell'art. 131-bis.

  • art. 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena: il giudice deve considerare indici di gravità, grado di colpevolezza ed altri criteri. Se la pena è al di sotto della media edittale, non è sempre necessaria una motivazione dettagliata, purché il parametro valutativo sia desumibile dal testo complessivo della sentenza; se invece ci si discosta dal minimo edittale il giudice deve individuare i criteri rilevanti.

  • art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Consente la conversione delle pene detentive brevi in pena pecuniaria. Se la conversione è richiesta in sede di appello, la Corte territoriale è tenuta a decidere e a motivare la scelta; l'omessa decisione o la mancanza di motivazione è vizio che comporta annullamento e rinvio.

  • art. 58 legge 24 novembre 1981, n. 689

    Norma richiamata in relazione agli obblighi motivazionali e alla disciplina della conversione delle pene; la mancata motivazione rispetto a richieste rilevanti in appello integra vizio di motivazione.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Regola la forma dei motivi in cassazione (esposizione nei limiti strettamente necessari). Nel ricorso era rispettata la forma prevista.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 e successive proroghe

    Norme procedurali straordinarie che consentono la trattazione del ricorso senza l'intervento delle parti entro i termini legislativamente previsti; richiamate per giustificare la trattazione del ricorso in assenza delle parti.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) può essere rilevata d'ufficio in sede d'appello, ma la decisione di esclusione della tenuità può emergere anche in modo implicito dalla motivazione complessiva se il giudice valorizza elementi di gravità oggettiva e soggettiva.
  • Quando il giudice irroga una pena al di sotto della media edittale, non è sempre necessaria una motivazione analitica puntuale; è sufficiente che il criterio di adeguatezza e gli elementi valutativi risultino comprensibili dal testo complessivo della sentenza.
  • Se la difesa chiede la conversione della pena detentiva breve in pena pecuniaria ai sensi dell'art. 53 L. 689/1981, la corte che decide l'appello è obbligata a pronunciare espressamente e a motivare la decisione; l'omessa decisione o motivazione su tale richiesta è vizio rilevabile in Cassazione e comporta annullamento con rinvio.
  • Le falsità che riguardano attestazioni su competenze tecnico-professionali essenziali per la sicurezza pubblica sono valutate con maggior rigore e riducono la probabilità di riconoscimento della tenuità del fatto.
  • La Cassazione può accogliere il ricorso limitatamente a profili procedurali o motivazionali omessi dalla corte territoriale e rinviare per redeterminare solo quel punto, lasciando inalterata la restante valutazione di merito.

Testo integrale

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