Cassazione Penale, Sentenza n. 40426/2023 del 04/10/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione, da parte dell'indagato e del suo difensore, dell'ordinanza del Tribunale di Firenze (12/04/2023) che aveva rigettato il ricorso avverso il decreto di convalida del sequestro ex art. 321 c.p.p. (decreto di sequestro preventivo del 09/03/2023 seguito a sequestro d'urgenza del 03/03/2023). Il ricorrente contestava incertezza sull'atto impugnato (ordinanza di convalida e decreto di sequestro confluiti in unico provvedimento) e denunciava violazione di legge (artt. 321, 192 c.p.p. e 648 c.p.) per carenza del requisito del "fumus commissi delicti", lamentando la mancata individuazione della tipologia del reato presupposto alla ricettazione e quindi l'insufficiente prova della provenienza delittuosa dei beni sequestrati.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la questione proposta reiterasse questioni già devolute al tribunale e non rilevabili in sede di legittimità, richiamando il limite dell'art. 325, comma 1, c.p.p. in tema di ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame (ammesso solo per violazione di legge). La Corte ha inoltre ritenuto corretta la motivazione del giudice del riesame, che aveva rilevato il fumus in relazione a: a) la presenza, tra i beni sequestrati, di oggetti per i quali risultavano denunce di furto (capi 5) e 6)) rinvenuti insieme a quelli contestati nel capo 7); b) la mancata giustificazione contabile dell'acquisto degli articoli di moda sequestrati, considerata anche l'attività commerciale svolta dall'indagato. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, d.l. n.137 del 2020 conv. in l. n.176 del 2020
art. 23, comma 8, d.l. n.137 del 2020 conv. in l. n.176 del 2020
Norma richiamata in relazione alle forme procedurali adottate nel procedimento; menzionata in premessa sul procedimento
art. 321 c.p.p.
art. 321, comma 3-bis c.p.p.
Disciplina la convalida del sequestro d'urgenza; la Corte evidenzia che l'ordinanza di convalida, ai sensi dell'art. 321, comma 3-bis, è inoppugnabile e che il riesame può comunque essere valutato con riferimento al decreto di sequestro preventivo collegato
art. 325, comma 1, c.p.p.
art. 325, comma 1, c.p.p.
Limita il ricorso per cassazione avverso le ordinanze di riesame alle sole ipotesi di violazione di legge; la decisione ribadisce che questioni di fatto o vizi logici della motivazione non sono esaminabili in Cassazione salvo casi estremi
art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.
art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p.
Richiamato a spiegare i limiti dei motivi ammissibili in cassazione (vizi logici della motivazione non rientrano nella nozione di violazione di legge), come consolidato dalla giurisprudenza
art. 648 c.p.
Norma della ricettazione (reato presupposto); il ricorrente aveva invocato la mancata individuazione del reato presupposto, ma la Corte ha ritenuto che il fumus poteva essere desunto dagli elementi fattuali richiamati dal giudice del riesame
art. 192 c.p.p.
Richiamato dal ricorrente nell'ambito della doglianza di violazione di legge; la Corte non ha comunque ritenuto che dal richiamo a tale norma emergesse una violazione idonea a superare il limite di ammissibilità previsto dall'art. 325 c.p.p.
art. 616 c.p.p.
Norma che autorizza la condanna al pagamento delle spese e alla sanzione pecuniaria (versamento alla Cassa delle Ammende) a carico del ricorrente, applicata nel caso di inammissibilità
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame è ammesso solo per violazione di legge (art. 325 c.p.p.): questioni di fatto o valutazioni sul "fumus" normalmente non sono sindacabili in Cassazione, salvo vizi motivazionali talmente gravi da costituire violazione di legge.
- Quando si impugna un provvedimento che contiene sia la convalida del sequestro d'urgenza sia un decreto di sequestro preventivo, è fondamentale chiarire con precisione quale atto si contesta; l'ordinanza di convalida ex art. 321 c.p.p. può essere inoppugnabile e il ricorso deve mirare a vizi di diritto specifici relativi al provvedimento impugnato.
- In materia di sequestro per ricettazione, il giudice può desumere il fumus dalla presenza di beni per i quali vi sono denunce di furto, dal rinvenimento congiunto di tali beni e dall'assenza di giustificazioni contabili o di documentazione che dimostri l'acquisto legittimo, specie se l'indagato esercita un'attività commerciale.
- Per ottenere l'accoglimento di un ricorso basato sulla carenza del fumus è necessario dimostrare vizi di diritto nella motivazione del giudice (es. assenza totale o mancanza dei requisiti minimi di coerenza e completezza), non la semplice discrepanza di valutazioni tra giudici di merito.
- Il ricorrente che propone motivi inammissibili rischia la condanna alle spese e l'applicazione di sanzioni pecuniarie (art. 616 c.p.p.); è quindi consigliabile valutare preventivamente la rilevanza di una questione di diritto non riformabile in Cassazione prima di proporre il ricorso.
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