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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30382/2022 del 01/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato la richiesta di revoca della misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione in relazione ai gravi indizi di colpevolezza, sostenendo che il suo comportamento fosse da ricondursi a mera connivenza o adesione passiva non punibile, e non a un concorso attivo nei delitti in materia di stupefacenti contestati (capi 47-201-237).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato e in parte privo dei requisiti di specificità. Ha confermato la valutazione del Tribunale del riesame che, sulla base delle conversazioni ambientali intercettate riportate analiticamente nell'ordinanza, aveva ritenuto la ricorrente non mera connivente ma partecipante con contributo attivo e consapevole alle condotte di narcotraffico insieme al marito e al fratello. In particolare: 1) rispetto al capo 47 la ricorrente era responsabile della detenzione della 'palla' di stupefacente e ne esercitava la vigilanza; 2) rispetto ai capi 201 e 237 la ricorrente ha accompagnato il marito negli appuntamenti per il prelievo e la cessione della droga e si trovava presente mentre venivano date istruzioni per il taglio e il confezionamento, fornendo così un contributo efficiente alla cessione. La Corte ha inoltre condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 23 d.l. n. 137 del 2020

    art. 23, commi 8 e 9, d.l. n. 137 del 2020

    Consente il trattamento del ricorso in Cassazione senza l'intervento delle parti secondo le previsioni indicate; qui applicato per la trattazione del ricorso.

  • Giurisprudenza di legittimità (Spinelli)

    Sez. 6, n. 47562 del 29/10/2013, Spinelli, Rv. 257465

    Viene richiamato il principio che distingue la connivenza non punibile dal concorso: la connivenza è comportamento meramente passivo, privo di apporto alla realizzazione del reato; il concorso richiede un contributo partecipativo, materiale o morale, corredato dalla coscienza e volontà di contribuire all'evento illecito.

Massime di principio

  • Le intercettazioni e le conversazioni ambientali, se chiare e analiticamente riportate in decisione, possono costituire fondamento sufficiente per ritenere la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza quando emergano elementi di partecipazione attiva.
  • La mera presenza o conoscenza del reato non sempre esclude la punibilità: è necessario valutare se vi sia stato un contributo effettivo (materiale o morale) e la consapevolezza e volontà di contribuire all'illecito.
  • Il ruolo di vigilanza su sostanze stupefacenti o l'accompagnamento sistematico a incontri finalizzati all'acquisto/cessione costituiscono indizi rilevanti di partecipazione attiva (concorso), non di semplice connivenza.
  • La Corte di legittimità non è sede per una nuova valutazione del merito o per rinnovare la prova: censure generiche o prive di specificità sui fatti sono inammissibili o infondate in Cassazione.
  • In materia di misure cautelari personali, il giudizio sul quadro di gravità indiziaria richiede motivazione congrua sui fatti e sugli elementi probatori concreti; decisioni del giudice del riesame adeguatamente motivate sono difficilmente riformabili in sede di legittimità.
  • Chi impugna in Cassazione deve formulare censure specifiche e circostanziate; l'asserzione indifferenziata che l'agente fosse solo connivente senza richiamare elementi probatori concreti difficilmente prevarrà.

Testo integrale

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