Cassazione Penale, Sentenza n. 2929/2022 del 26/01/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione del decreto di convalida del sequestro probatorio (telefoni, computer, carte di credito e somma di euro 165.000) per vizi motivazionali: il decreto non indicherebbe il fumus commissi delicti né le specifiche finalità probatorie; non specifica se i beni sono "corpo del reato" o "cose pertinenti" e rispetto a quale dei reati contestati (artt. 416, 379, 319, 319-quater, 323, 648-ter c.p.) sarebbe necessario il vincolo; contestazione specifica anche sul sequestro del denaro e sulla presunta illegittimità della perquisizione da cui deriverebbe il sequestro.
La decisione
La Cassazione ha accolto il ricorso: ha annullato senza rinvio il provvedimento impugnato e disposto la restituzione immediata dei beni sequestrati all'avente diritto. Motivo: il decreto di sequestro e la convalida non contenevano la motivazione specifica richiesta dalla giurisprudenza rispetto al nesso di pertinenzialità tra i beni e uno dei reati contestati né indicavano le concrete esigenze probatorie che giustificassero il vincolo (in particolare con riferimento al denaro). Non essendo configurabile il caso di vincolo obbligatorio ai sensi della giurisprudenza richiamata (che attiverebbe il divieto di restituzione dell'art. 324, comma 7 c.p.p.), la carenza motivazionale impone l'annullamento senza rinvio.
Norme richiamate
art. 416 c.p. e art. 416-bis c.p.
Indicano le fattispecie associative contestate; la Corte richiama che l'accertamento del fumus operato dal giudice di merito non può supplire alla mancata specificazione nel decreto di convalida delle esigenze probatorie relative ai beni vincolati
art. 379 c.p.
Reato fra quelli contestati al ricorrente; il decreto di sequestro doveva precisare a quale reato, fra i molteplici contestati, il vincolo si riferiva
art. 319, 319-quater, 323, 648-ter c.p.
Ulteriori reati contestati; la molteplicità delle imputazioni richiede che il provvedimento di sequestro specifichi il nesso di pertinenzialità con uno specifico illecito
art. 240 c.p.p. comma 2
Riferimento normativo richiamato in sentenza (nella giurisprudenza) relativo ai casi di vincolo obbligatorio; la Corte osserva che la motivazione non consente di ritenere operante tale ipotesi
art. 324 c.p.p. comma 7
Prevede il divieto di restituzione in ipotesi previste dalla legge; la Corte sottolinea che tale divieto non può essere applicato se non ricorre la situazione di vincolo obbligatorio debitamente motivata
Sez. U, Sentenza n. 36072 del 19/04/2018 (Botticelli, Rv. 273548-01)
Sez. U, Sentenza n. 36072 del 19/04/2018 Botticelli, Rv. 273548 - 01
Affermata la necessità che il decreto di sequestro/convalida contenga una motivazione, anche concisa, che specifichi la finalità probatoria perseguita
Sez. 6, Sentenza n. 23046 del 04/04/2017 (Veizi, Rv. 270487)
Sez. 6, Sentenza n. 23046 del 04/04/2017 Veizi Rv. 270487
Sottolinea che il sequestro probatorio di denaro è ammesso solo se il provvedimento motivi il nesso di derivazione/pertinenza e le specifiche esigenze probatorie
Sez. 6, Sentenza n. 21122 del 29/03/2017 (Peritore, Rv. 270785-01)
Sez. 6, Sentenza n. 21122 del 29/03/2017, Peritore, Rv. 270785 - 01
Conferma i criteri restrittivi per il sequestro probatorio di denaro: necessità di motivare nesso e esigenze probatorie
Sez. 2, Sentenza n. 33943 del 15/03/2017 (Carone, Rv. 270520)
Sez. 2, Sentenza n. 33943 del 15/03/2017, Carone Rv. 270520
Ulteriore giurisprudenza di supporto sul contenuto motivazionale richiesto nei sequestri probatori
Sez. U, Sentenza n. 40847 del 30/05/2019 (Bellucci, Rv. 276690-01)
Sez. U, Sentenza n. 40847 del 30/05/2019 Bellucci, Rv. 276690 - 01
Ha chiarito quando opera il divieto di restituzione anche per i sequestri probatori, ma qui la Corte ha escluso che ricorrano quelle condizioni
Massime di principio
- Il decreto di sequestro probatorio (e la convalida) deve contenere una motivazione specifica, anche se concisa, che identifichi la finalità probatoria perseguita.
- Quando è sequestrato denaro, il provvedimento deve motivare non solo il nesso di derivazione o pertinenzialità tra la somma e il reato, ma anche le concrete esigenze probatorie che giustificano il vincolo.
- Se sono contestati più reati, il decreto deve indicare a quale specifico reato si riferisce il vincolo dei beni; non è sufficiente un richiamo generico all'imputazione complessiva.
- La produzione in sede di riesame di altri provvedimenti (es. ordinanza cautelare personale) non supplisce alle carenze motivazionali richieste per il decreto di sequestro in ordine alle esigenze probatorie.
- Il divieto di restituzione previsto per taluni sequestri opera solo se ricorrono le condizioni tassativamente previste e adeguatamente motivate; in mancanza la carenza motivazionale può comportare l'annullamento senza rinvio e la restituzione dei beni.
- In casi simili è opportuno per il PM e per il giudice di convalida indicare chiaramente: a quale reato il sequestro si riferisce, se i beni sono corpo del reato o cose pertinenti, il nesso probatorio concreto e le attività probatorie concrete che si intendono svolgere con il vincolo dei beni.
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