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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37799/2025 del 20/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Seck Bara era stato condannato per ricettazione di un motociclo di provenienza illecita. Ha impugnato la sentenza con due motivi: (1) il rifiuto di sostituire la pena detentiva con una pena pecuniaria, lamentando che la Corte d'appello avrebbe applicato criteri non previsti dalla legge (valutando la personalità dell'imputato sulla base di comportamento non collaborativo e mancata lealtà) nonostante l'imputato fosse incensurato e la pena contenuta; (2) la mancata riqualificazione del fatto in "incauto acquisto" ai sensi dell'art. 712 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo relativo alla riqualificazione in "incauto acquisto" è stato ritenuto generico e manifestamente infondato, poiché la doppia conforme (Tribunale e Corte d'appello) aveva motivatamente rilevato la mancanza di giustificazione per l'acquisto, la fuga e l'abbandono del mezzo, elementi che indicano consapevolezza dell'origine illecita. Il motivo relativo alla sostituzione della pena è stato dichiarato originariamente inammissibile per genericità: la richiesta era formulata in appello come mera voce in una lista di conclusioni senza alcuna motivazione o elementi di fatto e diritto a sostegno, violando i requisiti di specificità richiesti dalla giurisprudenza; il giudice di appello non era tenuto ad applicare d'ufficio le misure sostitutive delle pene detentive brevi, salvo i casi tassativi previsti dall'art. 597, comma 5 c.p.p. Conseguentemente la Corte ha confermato l'inammissibilità e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a versare 3.000 euro alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 610 c.p.p.

    Norma processuale citata in relazione alla trattazione in camera di consiglio; qui richiamata per le modalità procedurali di trattazione senza la presenza delle parti

  • art. 611 c.p.p. comma 1-bis

    Richiamato nelle premesse procedurali relative alla trattazione del ricorso in camera di consiglio senza richiesta di trattazione orale

  • art. 712 c.p.

    Norma richiamata come riferimento per la possibile riqualificazione del fatto in "incauto acquisto"; la Corte ha ritenuto che gli elementi fattuali non consentivano tale riqualificazione

  • art. 581 c.p.p.

    Richiama il principio secondo cui i motivi di impugnazione devono essere specifici; utilizzato per censurare la genericità delle doglianze

  • art. 591 c.p.p.

    Disposto invocato per l'inammissibilità dei motivi generici; la Corte evidenzia che la genericità determina inammissibilità e va rilevata in ogni stato del procedimento (cfr. comma 4)

  • art. 597 c.p.p. comma 5

    Richiamato per delimitare il potere del giudice d'appello di intervenire d'ufficio: le ipotesi in cui il giudice può agire officiosamente sono tassative e non includono la sostituzione delle pene detentive brevi salvo i casi indicati

  • art. 58 legge n. 689/1981

    Norma che regola la possibilità di sostituire la pena detentiva breve con sanzioni alternative; la Corte ricorda che l'applicazione è discrizionaria e richiede specifica richiesta motivata

  • art. 133 c.p.

    Fornisce i criteri di determinazione della pena (gravità del fatto e personalità dell'imputato); citato per sottolineare che la sostituzione della pena è valutazione discrezionale che deve osservare tali criteri

  • art. 62 n. 4 c.p.

    Richiamato nell'atto di appello come eventuale attenuante invocata dalla difesa; la Corte segnala che la richiesta era inserita in una lista non motivata

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che consente la condanna alle spese del procedimento e a somme a favore della cassa delle ammende; applicata qui per la condanna del ricorrente a pagare le spese e 3.000 euro

Massime di principio

  • Un motivo d'impugnazione generico, formulato senza indicazione precisa di fatti e ragioni di diritto, è soggetto a inammissibilità ex art. 581 e 591 c.p.p.; la Corte di Cassazione lo dichiara anche d'ufficio.
  • La riqualificazione del fatto (es. da ricettazione a incauto acquisto) richiede una argomentazione specifica che confronti gli elementi probatori e le decisioni dei giudici di merito; la semplice riproposizione di tesi alternative, senza confronto puntuale, è insufficiente.
  • La richiesta di sostituzione della pena detentiva breve con pena pecuniaria deve essere formulata in modo specifico e motivato in appello; se è solo enunciata senza argomentazioni non può essere considerata e il giudice non è tenuto ad applicarla d'ufficio salvo i casi tassativi previsti dall'ordinamento.
  • La valutazione sulla sostituzione della pena è discrezionale e deve rispettare i criteri dell'art. 133 c.p. (gravità del fatto e personalità dell'imputato); argomentazioni basate su elementi non previsti dalla legge rischiano di essere ritenute inattendibili.
  • Se il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e di somme a favore della cassa delle ammende, specie se sussistono profili di colpa nella determinazione della inammissibilità.

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