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Legge

L.R. FVG 23/2015

Norme regionali in materia di beni culturali.

Normativa regionaleL.R. FVG 23/2015Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina per il Friuli Venezia Giulia interventi, contributi e sistemi di coordinamento per musei, beni culturali mobili e immobili, biblioteche e archivi. Prevede riconoscimenti di rilevanza regionale, reti museali e bibliotecarie, finanziamenti e obblighi dei beneficiari. La norma opera dall’1 gennaio 2016; vari finanziamenti e misure erano riferiti a esercizi 2016-2017 e quindi oggi sono in gran parte esauriti.

Norme regionali friulane per la valorizzazione dei beni culturali, musei, biblioteche e archivi

Norme regionali in materia di beni culturali

La legge disciplina, per il Friuli Venezia Giulia, la valorizzazione dei beni culturali, dei musei, delle biblioteche e degli archivi, definendo obiettivi, sistemi di coordinamento, requisiti per il riconoscimento di rilevanza regionale e forme di sostegno finanziario. Il provvedimento ha effetti dall’1 gennaio 2016 e contiene molte misure collegate a bandi e stanziamenti riferiti a esercizi ormai conclusi.

Finalità e principi generali

La Regione riconosce la valorizzazione della cultura come obiettivo fondamentale della propria azione e strumento di sviluppo della comunità. L’intervento regionale mira a diffondere la conoscenza del patrimonio culturale friulano, favorirne conservazione, uso e fruizione pubblica, con cooperazione e coordinamento rispetto agli organi statali competenti.

Il sostegno finanziario regionale deve rispettare i principi di qualità, semplificazione, sostenibilità, sussidiarietà e trasparenza. Gli obiettivi includono, tra l’altro, collaborazione tra soggetti pubblici, valorizzazione delle professionalità, coinvolgimento del volontariato, promozione internazionale, accessibilità per persone con disabilità, diffusione delle immagini dei beni culturali nel rispetto della normativa statale e partecipazione dei privati.

Sistema museale regionale e reti museali

La legge istituisce il Sistema museale regionale, entro cui si realizza la cooperazione tra musei pubblici non statali e privati presenti in Friuli Venezia Giulia. L’inserimento richiede domanda del museo o della rete museale e possesso di requisiti funzionali di base, tra cui:

  • statuto o regolamento coerente con gli standard di servizio e professionalità;
  • direzione affidata a soggetti qualificati, eventualmente a livello di rete;
  • adeguati orari di apertura;
  • sicurezza e abbattimento delle barriere;
  • comunicazione moderna e pluralistica;
  • attività educative e didattiche;
  • attività di ricerca e catalogazione;
  • rilevazione della fruizione del pubblico.

Le reti museali sono strumenti di coordinamento e cooperazione organizzativa tra più musei, anche in coerenza con l’assetto delle Unioni territoriali intercomunali. In generale:

  • possono farne parte musei pubblici e privati situati nel territorio di una o più Unioni contigue;
  • in una singola Unione può esistere una sola rete museale;
  • i musei tematici possono aderire anche a reti tematiche ulteriori;
  • per ciascun tematismo regionale può esserci una sola rete museale;
  • la rete deve essere formata da almeno tre musei e con atto formale che distribuisca funzioni e oneri.

Musei a rilevanza regionale e Commissione tecnica

Tra i musei e le reti già inseriti nel Sistema, la Regione può riconoscere la qualifica di Museo a rilevanza regionale o Rete museale a rilevanza regionale. Il riconoscimento richiede requisiti più elevati, sia funzionali sia dimensionali e qualitativi, relativi a collezioni, spazi, allestimenti, servizi accessori, personale, tecnologie, iniziative culturali e catalogazione nel SIRPAC.

La qualifica è condizione essenziale per accedere ai finanziamenti del settore museale. L’elenco aggiornato dei soggetti riconosciuti è predisposto annualmente e pubblicato nel Bollettino ufficiale della Regione.

È istituita una Commissione tecnico-scientifica per i musei, organo consultivo dell’Amministrazione regionale per l’accertamento dei requisiti di inserimento nel Sistema e di riconoscimento della rilevanza regionale, oltre che per la classificazione dei musei. La Commissione resta in carica per la legislatura, opera a titolo gratuito e i componenti esterni hanno solo il rimborso spese.

Sostegno ai musei e promozione del turismo culturale

La Regione sostiene i programmi di attività dei musei e delle reti museali a rilevanza regionale con contributi fino al 100% della spesa ammissibile, per iniziative volte a valorizzare il patrimonio, aumentare l’attrattività, formare il personale e rafforzare funzioni didattiche e di ricerca. La legge prevede anche una classificazione in grandi, medi e tematici, rilevante per la determinazione dei contributi.

Sono inoltre finanziabili, con contributi fino al 100%, progetti di investimento per ristrutturazione, restauro, manutenzione di edifici museali, potenziamento degli allestimenti, dotazioni tecniche e tecnologie digitali. I bandi stabiliscono tipologie di interventi, spese ammissibili, limiti contributivi, termini, criteri di selezione e procedure.

PromoTurismoFVG cura l’immagine coordinata del Sistema museale regionale, anche tramite logo collettivo, e sostiene iniziative promozionali e sviluppo del turismo culturale. L’Istituto regionale per il patrimonio culturale organizza corsi di formazione per personale museale e volontari.

Ecomusei

La Regione promuove lo sviluppo degli ecomusei, disciplina il riconoscimento della qualifica di Ecomuseo di interesse regionale e sostiene gli ecomusei riconosciuti secondo la normativa regionale specifica.

Valorizzazione dei beni culturali mobili e immobili

La Regione promuove la conservazione e valorizzazione dei beni di valore storico, artistico e ambientale e del loro contesto. Può concedere contributi in conto capitale fino al 100% per progetti di recupero, conservazione e valorizzazione di:

  • beni archeologici;
  • architettura fortificata;
  • archeologia industriale;
  • dimore e giardini storici;
  • edifici di pregio artistico e architettonico;
  • beni culturali mobili.

I contributi sono destinati ai proprietari pubblici o privati oppure agli enti pubblici territoriali che abbiano gli immobili in concessione o amministrazione. I bandi sono adottati dalla Giunta regionale in base agli indirizzi del Documento di politica culturale regionale.

Archeologia industriale e ruolo promozionale di enti e associazioni

Per il patrimonio di archeologia industriale, la Regione può stipulare accordi di collaborazione con amministrazioni pubbliche per interventi di recupero, conservazione, valorizzazione o riuso culturale o sociale. Può inoltre disporre assegnazioni finanziarie per l’attuazione degli accordi.

La Regione riconosce il ruolo promozionale di enti pubblici e persone giuridiche private che abbiano come scopo istituzionale la valorizzazione turistico-culturale del patrimonio di archeologia industriale, architettura fortificata, dimore e giardini storici. Tali soggetti possono ottenere contributi annuali fino al 75% delle spese ammissibili dei programmi di attività.

Ville Venete, Prima guerra mondiale e siti UNESCO

La Regione concorre al funzionamento dell’Istituto regionale per le Ville Venete secondo la disciplina di coordinamento con la Regione Veneto.

Promuove e valorizza il patrimonio storico-culturale della Prima guerra mondiale mediante le azioni previste dalla normativa regionale specifica.

Valorizza i siti culturali e naturali friulani iscritti nella Lista UNESCO mediante finanziamenti specifici, destinati a sostenere le iniziative previste nei rispettivi Piani di gestione.

Condizioni di ammissibilità e vincoli per i beneficiari

Se gli interventi finanziati su beni culturali richiedono autorizzazione statale, l’erogazione del contributo e l’approvazione del rendiconto sono subordinati ai relativi atti autorizzativi e di verifica. Per gli immobili, la concessione del contributo richiede inoltre una convenzione con il proprietario che disciplini destinazione, uso e accesso pubblico.

Per i contributi su beni immobili:

  • sotto 500.000 euro, il vincolo di inalienabilità e di mantenimento della destinazione dura 5 anni;
  • pari o superiore a 500.000 euro, il vincolo dura 10 anni.

La violazione dei vincoli comporta revoca del contributo e restituzione delle somme. In caso di successione mortis causa o trasferimento gratuito, il vincolo resta valido se il nuovo proprietario mantiene la destinazione fino alla scadenza.

Biblioteca pubblica, rete bibliotecaria e sistemi bibliotecari

La Regione valorizza le biblioteche pubbliche e private aperte al pubblico e promuove una rete bibliotecaria regionale aperta alla cooperazione nazionale e internazionale, sostenendo anche i poli SBN presenti nel territorio. Le funzioni di tutela sono esercitate tramite l’Istituto regionale per il patrimonio culturale.

Il sistema bibliotecario è l’aggregazione di biblioteche gestite da enti locali, coordinate da una biblioteca centro sistema, mediante convenzione. Requisiti e regole principali:

  • la biblioteca centro sistema deve avere bacino d’utenza sovracomunale e livelli di qualità coerenti con gli standard obiettivo dinamici;
  • possono aderire anche biblioteche di scuole, università, altri enti pubblici, biblioteche private aperte al pubblico, mediateche e videoteche;
  • nel territorio di una singola Unione territoriale intercomunale può esistere un solo sistema bibliotecario;
  • per sistemi su più Unioni è necessaria previa intesa tra le Unioni interessate.

La Regione favorisce la costituzione dei sistemi predisponendo convenzione tipo, standard obiettivo dinamici e approvando i progetti. Il sistema si costituisce con la sottoscrizione della convenzione da parte di tutti gli enti gestori interessati.

Finanziamenti ai sistemi e alle biblioteche di interesse regionale

La Regione concede finanziamenti annui ai sistemi bibliotecari, ripartiti dalla biblioteca centro sistema, per:

  • incremento del patrimonio documentario e librario;
  • aggiornamento di attrezzature tecnologiche e informatiche;
  • catalogazione;
  • miglioramento e innovazione dei servizi;
  • arredi.

Riconosce e sostiene anche le biblioteche d’interesse regionale: biblioteche di conservazione, specializzate o di particolare interesse regionale. Il riconoscimento avviene con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell’Assessore competente, secondo criteri regolamentari che considerano apertura al pubblico, catalogazione, incremento del patrimonio, attività divulgative e presenza di personale specializzato.

I finanziamenti per le biblioteche d’interesse regionale non sono cumulabili con quelli dei sistemi bibliotecari; possono essere impiegati fino al 50% anche per acquisire risorse umane.

Compiti delle biblioteche pubbliche di ente locale

La biblioteca pubblica di ente locale è qualificata come elemento essenziale della rete culturale ed educativa locale. Ha finalità di promozione della lettura, autoformazione, identità culturale, inclusione sociale e integrazione delle persone svantaggiate o con disabilità.

Tra i principali compiti rientrano:

  • raccolta, inventariazione, catalogazione e consultazione dei materiali su ogni supporto;
  • creazione di sezioni tematiche, locali e per ragazzi;
  • promozione della lettura e valorizzazione del patrimonio documentario;
  • valorizzazione e catalogazione di archivi storici e raccolte pregiate;
  • servizio gratuito di consultazione e prestito di base;
  • eventuali servizi aggiuntivi a pagamento;
  • prestito interbibliotecario;
  • accesso libero e gratuito a internet, nei limiti della normativa e dei regolamenti interni;
  • orari di apertura adeguati e, se inserite in un sistema, coordinati con le altre biblioteche aderenti.

L’ente locale deve istituire e gestire la biblioteca, stanziare risorse, assumere personale qualificato, promuovere l’inserimento in un sistema bibliotecario e adottare carta dei servizi e regolamento.

Indirizzo regionale, portale telematico e Conferenza della rete bibliotecaria

La Regione definisce le linee di indirizzo della politica bibliotecaria nel medio termine, raccoglie ed elabora i dati tramite le biblioteche centro sistema, attiva un portale telematico della rete bibliotecaria regionale, vigila sul deposito legale e sull’archivio regionale della produzione editoriale, promuove l’integrazione dei sistemi informativi, organizza il prestito interbibliotecario e verifica periodicamente qualità e attività delle biblioteche, pubblicandone i risultati.

È istituita la Conferenza della rete bibliotecaria regionale, organo propositivo, consultivo e di controllo. Essa esprime pareri sulle linee di indirizzo, sulle determinazioni relative a sistemi bibliotecari e biblioteche di interesse regionale, e verifica lo stato di attuazione degli interventi. La Conferenza dura tre anni, è convocata almeno una volta l’anno, e opera a titolo gratuito con solo rimborso spese per i componenti esterni.

Formazione e sostegno ad altri soggetti bibliotecari

L’Istituto regionale per il patrimonio culturale organizza corsi di formazione specialistica e aggiornamento per il personale delle biblioteche e per i volontari. La Regione finanzia inoltre lo sviluppo della biblioteca dell’Associazione Italiana Biblioteche - Sezione Friuli Venezia Giulia e i suoi compiti istituzionali.

Sostiene i poli SBN presenti nel territorio regionale con un contributo annuo per l’implementazione e l’accrescimento del Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale e per i servizi alle biblioteche aderenti.

Beni librari antichi, edifici a uso biblioteche e archivi storici

Per le raccolte librarie antiche, rare e di pregio, la Regione finanzia progetti di catalogazione, digitalizzazione, conservazione e restauro mediante accordi di collaborazione con amministrazioni pubbliche.

Può inoltre stipulare accordi con amministrazioni pubbliche per interventi di investimento su edifici destinati a biblioteche di ente locale o aperte al pubblico, finalizzati a ristrutturazione, recupero o restauro.

Per gli archivi storici, la Regione sostiene progetti di ordinamento, incremento, restauro, migliore conservazione e aggregazione funzionale alla biblioteca pubblica di ente locale. Sostiene anche progetti relativi agli archivi degli enti ecclesiastici, per ricerca, inventariazione e divulgazione, anche tramite deposito presso gli archivi diocesani.

Obblighi sugli archivi

Ogni intervento su archivi pubblici, ecclesiastici o privati dichiarati di interesse culturale si svolge secondo la normativa statale. La concessione dei contributi agli archivi è subordinata all’impegno del beneficiario a consentire l’accesso al materiale conservato.

Coordinamento con la normativa regionale sulle attività culturali

La legge modifica la disciplina regionale sulle attività culturali per inserire espressamente le linee di intervento in materia di beni culturali e biblioteche, aggiornare i riferimenti ai settori culturali e ricalibrare alcuni assetti di commissioni e organismi regionali.

Cumulo dei contributi, rendicontazione e aiuti di Stato

I contributi previsti dalla legge possono essere cumulati con altri benefici pubblici fino alla copertura della spesa effettivamente sostenuta per lo stesso intervento. In deroga alla disciplina generale regionale, le spese sono rendicontate fino all’importo del contributo concesso, salvo diversa previsione di bandi e regolamenti.

Per alcuni contributi del settore bibliotecario, sono rendicontabili anche le spese sostenute dall’inizio dell’anno di concessione del contributo fino alla presentazione della domanda, se ammissibili.

Se i finanziamenti configurano aiuti di Stato, la Regione deve adempiere ai relativi obblighi procedurali secondo i provvedimenti attuativi.

Regolamenti di attuazione

La disciplina attuativa è demandata a regolamenti regionali, sentite le Commissioni consiliari competenti, per definire:

  • requisiti di inserimento nel Sistema museale regionale e di riconoscimento della rilevanza regionale;
  • criteri di classificazione dei musei riconosciuti;
  • modalità e termini dei procedimenti;
  • criteri e modalità degli interventi di sostegno per musei, biblioteche e archivi;
  • requisiti dei sistemi bibliotecari e delle biblioteche centro sistema;
  • criteri per il riconoscimento delle biblioteche di interesse regionale.

Per alcuni contributi sono ammissibili anche spese generali di funzionamento, entro il limite del 20% dell’importo del contributo.

Disposizioni transitorie, abrogazioni ed efficacia temporale

I procedimenti avviati prima dell’entrata in vigore della legge continuano a essere disciplinati dalla normativa previgente. Fino alla costituzione della nuova Conferenza della rete bibliotecaria regionale resta in carica la precedente Conferenza regionale dei sistemi bibliotecari.

Fino alla pubblicazione del primo elenco dei musei e delle reti museali a rilevanza regionale, continuano i finanziamenti ai musei già individuati con legge finanziaria o di assestamento. Fino all’entrata in vigore del regolamento sui contributi per l’architettura fortificata continuano ad applicarsi le norme previgenti in materia.

Fino al 31 dicembre 2016 la Regione ha finanziato sistemi bibliotecari, biblioteche di interesse regionale e alcuni soggetti bibliotecari e SBN secondo le discipline finanziarie annuali.

La legge abroga numerose normative regionali pregresse in materia di musei, biblioteche, archivi, architettura fortificata e valorizzazione di beni culturali, sostituendole con una disciplina organica. Molti stanziamenti elencati nell’articolato finanziario erano riferiti agli anni 2016 e 2017 e risultano oggi esauriti.

Decorrenza

La legge ha effetto dall’1 gennaio 2016, pur essendo entrata in vigore il 15 ottobre 2015.

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