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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29639/2023 del 10/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente denunciava la contraddittorietà intrinseca della sentenza impugnata: nella motivazione la Corte aveva dato atto che il reato si era estinto per prescrizione, mentre il dispositivo pronunciava una condanna con determinazione della pena, risultando dunque dissonante rispetto alla motivazione

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è ormai estinto per prescrizione. Pur osservando che, alla data della sentenza di secondo grado, la prescrizione non era ancora maturata (erano invece maturata in epoca successiva), i giudici di legittimità hanno comunque preso atto dell'estinzione sopravvenuta; hanno inoltre rilevato l'assenza di motivazione sulla determinazione della pena nel dispositivo rispetto alla motivazione che dichiarava la prescrizione, il che integrava vizio motivazionale e giustificava l'annullamento senza rinvio

Norme richiamate

  • art. 56 cod. pen.

    La fattispecie è tentata: si applica la riduzione minima della pena prevista per il tentativo, utile a determinare la pena massima edittale da prendere a riferimento per il calcolo della prescrizione

  • art. 624 cod. pen.

    Norma base sul furto; richiamata nella qualificazione del reato complessivo come furto (nella fattispecie tentato)

  • art. 625 cod. pen.

    Prevede le circostanze aggravanti nel furto; la combinazione di circostanze (art. 625, primo comma, n. 7 e concorso con art. 61 n. 5) può aumentare la pena fino al massimo previsto (fino a dieci anni per il caso indicato), parametro utilizzato per calcolare il termine di prescrizione

  • art. 61 cod. pen. n. 5

    Richiamata come circostanza concorrente aggravante che, insieme a quella indicata nell'art. 625, incide sulla determinazione della pena massima edittale

  • art. 161, secondo comma, cod. pen.

    Stabilisce l'aumento del termine di prescrizione di un quarto quando la pena massima supera determinate soglie: utilizzato per calcolare il termine di prescrizione complessivo (nel caso, incremento della durata fino al 25%)

  • art. 23, comma 8, legge n. 176/2020

    Norma procedurale richiamata per segnalare che il ricorso è stato trattato nelle forme previste per il procedimento in assenza delle parti

Massime di principio

  • Se la motivazione di una sentenza dichiara l'estinzione del reato per prescrizione ma il dispositivo commina comunque una pena, si verifica una contraddizione motivazionale che può portare all'annullamento della sentenza in Cassazione
  • La prescrizione intervenuta in epoca successiva rispetto alla pronuncia impugnata può essere rilevata dalla Cassazione e legittimare l'annullamento senza rinvio per estinzione del reato
  • Nella determinazione del termine di prescrizione occorre partire dalla pena massima edittale risultante dalla qualificazione del reato (tenendo conto di aggravanti e del trattamento del tentativo), quindi applicare gli eventuali aumenti previsti (es. art. 161 c. 2) per stabilire la data di estinzione
  • Le decisioni di condanna devono essere adeguatamente motivate anche sul punto del trattamento sanzionatorio: la mancanza di motivazione sulla determinazione della pena è un vizio formale rilevante
  • Quando la Corte rileva vizi motivazionali rilevanti o l'estinzione del reato per prescrizione, può procedere all'annullamento senza rinvio se non vi è necessità di nuovo esame del fatto

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