Sentenza n. 101/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Modena n. 138/2025, depositata e resa pubblica il 06.02.2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Modena n. 138/2025, passata in giudicato
Esito
Favorevole al ricorrente (beneficiaria del giudicato)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Modena n. 138/2025. Dal testo risulta che la pronuncia è passata in giudicato, è stata prodotta la relativa attestazione di cancelleria ed è stata notificata al Ministero per la decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni previsto ai fini dell'esecuzione. Nonostante ciò, il Ministero è rimasto inadempiente e non si è costituito in giudizio. È stata inoltre richiesta una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, c.p.a.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza, accertando la perdurante inadempienza del Ministero rispetto alle statuizioni della sentenza definitiva del giudice ordinario. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto, entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della pronuncia. Per l'eventuale ulteriore inadempienza, il Tribunale ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta il Direttore Generale dell'Ufficio scolastico della Regione Emilia-Romagna, con facoltà di subdelega, affinché provveda in sostituzione dell'Amministrazione entro i successivi 90 giorni, su istanza della ricorrente. È stata respinta la richiesta di penalità di mora, poiché la sentenza da eseguire aveva già previsto interessi o rivalutazione ai sensi dell'art. 22, comma 36, l. n. 724/1994, dalla maturazione del diritto all'effettiva attribuzione, misura ritenuta equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 1.000 oltre accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore del difensore.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
La norma è posta a fondamento dell'azione di ottemperanza; il giudice ordina all'amministrazione di eseguire il giudicato, fissa un termine per l'adempimento e nomina preventivamente un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inadempienza. La richiesta di penalità di mora è respinta perché la sentenza da eseguire aveva già previsto interessi o rivalutazione ritenuti misura equa anche ai fini del comma 4.
art. 22, comma 36, l. n. 724/1994
interessi o rivalutazione ai sensi dell’art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all’accredito alla concreta attribuzione
La sentenza del giudice ordinario aveva previsto interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto fino alla concreta attribuzione; tale previsione è stata ritenuta sufficiente ed equa, escludendo l'applicazione di un'ulteriore penalità di mora.
Massime di principio
- In sede di ottemperanza, la perdurante mancata esecuzione di una sentenza passata in giudicato, previamente notificata all'amministrazione dopo la scadenza del termine dilatorio previsto per l'esecuzione, giustifica l'ordine giudiziale di adempiere entro un termine assegnato dal giudice.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare preventivamente un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza della parte vittoriosa qualora l'amministrazione non adempia entro il termine fissato, indicando anche la possibilità di subdelega a un dirigente o funzionario esperto.
- La penalità di mora può essere negata quando il titolo giudiziale da eseguire preveda già interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto alla concreta attribuzione e tale misura sia ritenuta equa e sufficiente ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a.
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