Sentenza n. 3375/2026 - Milano, Sezione 3
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano n. 2368/2025 depositata in data 23/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano n. 2368/2025, che aveva ordinato la messa a disposizione della carta docente per l'anno scolastico 2024-2025
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha agito per l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Milano, passata in giudicato e ritualmente notificata, che aveva condannato il Ministero a mettere a sua disposizione la carta docente per l'anno scolastico 2024-2025, per l'importo di 500 euro annui. Il ricorrente ha dedotto la mancata esecuzione della pronuncia e l'assenza di pagamenti, anche parziali. Il TAR ha precisato che il giudizio di ottemperanza non comprendeva le spese di lite liquidate nella sentenza civile, poiché tali somme, distratte in favore del difensore antistatario, non erano state oggetto dell'azione proposta. La richiesta di penalità di mora era anch'essa esaminata nel giudizio.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero. Ha rilevato che la sentenza civile costituiva un titolo passato in giudicato e ritualmente notificato, che era decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996 e che il Ministero non aveva effettuato alcun pagamento, né aveva contestato l'esistenza o l'ammontare del credito o fornito indicazioni sull'andamento della procedura. Ha ordinato al Ministero di eseguire integralmente il pagamento entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, con facoltà di delega, attribuendogli 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza per provvedere al pagamento, a spese dell'amministrazione. Ha escluso la penalità di mora richiesta dal ricorrente, ritenendone manifestamente iniqua l'applicazione in considerazione del tempo trascorso e dell'entità delle somme. Ha condannato il Ministero alle spese del giudizio, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento
Il decorso del termine dilatorio per l'esecuzione dei pagamenti da parte delle amministrazioni, unitamente al passaggio in giudicato e alla notificazione del titolo, consente di accertare l'inottemperanza in caso di mancato pagamento.
art. 114 c.p.a.
La norma è implicitamente richiamata quale disciplina dell'azione di ottemperanza, dell'ordine di esecuzione e della nomina del commissario ad acta; il testo non ne esplicita il comma applicato.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è fondata quando il titolo giudiziale, passato in giudicato e ritualmente notificato, non viene eseguito dall'amministrazione dopo il decorso del termine dilatorio previsto per i pagamenti pubblici.
- Quando l'amministrazione, costituita in giudizio, non contesta né l'an né il quantum del credito e non documenta pagamenti, anche parziali, il giudice dell'ottemperanza può accertare l'inadempimento e ordinare il pagamento integrale entro un termine assegnato.
- In caso di persistente inottemperanza, il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, attribuendogli il potere di compiere gli atti necessari all'esecuzione e fissando un termine decorrente dalla comunicazione dell'inadempimento.
- La domanda di ottemperanza resta circoscritta alle obbligazioni comprese nell'azione proposta e non si estende automaticamente a somme, quali le spese distratte in favore del difensore antistatario, che non siano state incluse nel giudizio.
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