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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22309/2022 del 08/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso in cassazione avverso l'ordinanza del 10/02/2022 del Tribunale di Bari che ha rigettato la richiesta di riesame contro l'applicazione degli arresti domiciliari disposti per reati societari e fallimentari addebitati all'Abrusci quale amministratore di fatto di Astra Bingo s.r.l. e Expandia s.r.l. Il ricorrente deduceva vizi motivazionali e violazione di legge relativi alla sussistenza delle esigenze cautelari (in particolare la contestata attualità e concretezza del pericolo di reiterazione), lamentava omissioni di esame di memorie difensive, contestava la valutazione di elementi probatori (intercettazioni, prospetti allegati al piano concordatario, documenti non datati), negava la qualificazione come "teste di legno" e il ruolo di amministratore di fatto, e censurava la sproporzione della misura chiedendo in subordine misure alternative o interdittive.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per manifesta infondatezza e per assenza di specificità. Ha ritenuto legittima e congrua la valutazione del Tribunale del Riesame circa il pericolo di reiterazione, richiamando la necessità di una valutazione prognostica sulle modalità delle condotte e sulla personalità dell'indagato. Ha inoltre affermato che l'assenza di cariche formali non esclude la rilevanza delle condotte attribuite a un amministratore di fatto. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende della somma di euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Limita l'ambito dei motivi proponibili in cassazione; la Corte richiama il requisito di specificità e il rispetto dei limiti procedurali nell'impugnazione

  • art. 274, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Individua il pericolo di reiterazione come esigenza cautelare fondata sulle modalita' e circostanze del fatto e sulla personalita' del soggetto; la Corte precisa che detto pericolo va valutato prognosticamente e non richiede l'imminenza di specifiche occasioni di reato

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna del ricorrente alle spese e ad una somma a favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile; applicata dalla Corte per determinare l'importo di euro 3.000,00

  • art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176

    Norma procedurale citata in relazione alla trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale; la Corte registra l'avvenuta trasmissione delle conclusioni

Massime di principio

  • Per ottenere accoglimento in Cassazione è necessario motivare i punti di doglianza con specificità e collegamento diretto alle censure di diritto: argomentazioni generiche o asserzioni non confrontate con le motivazioni del giudice di merito sono inammissibili
  • Il "pericolo di reiterazione" va valutato in senso prognostico considerando modalita' delle condotte, durata e gravità, partecipazioni societarie e personalità dell'indagato; non richiede la prova di una imminente occasione di reato
  • La qualifica di "amministratore di fatto" rende irrilevante l'assenza di cariche formali: la valutazione cautelare puo' fondarsi sulle attività concrete svolte e sui meccanismi societari (trasferimento di rami d'azienda, uso di soggetti terzi, ecc.)
  • L'omesso esame di singole memorie difensive non è automaticamente motivo di annullamento in Cassazione se le argomentazioni risultano complessivamente smentite dall'impianto motivazionale del provvedimento impugnato
  • Le censure di sproporzione della misura cautelare devono essere sorrette da specifici elementi e dimostrazioni circa il venir meno delle esigenze cautelari (nuovi fatti, prove documentali datate, misure interdittive già applicate), altrimenti risultano insufficienti
  • Ricorsi manifestamente infondati o non specifici possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie (Cassa delle ammende), quindi valutare attentamente la fondatezza e la specificità delle doglianze prima di proporre impugnazioni

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