Sentenza del 27/05/2016 n. 315 - Comm. Trib. Prov. Savona
IVA - Associazione sportiva dilettantistica - compilazione di quadro della dichiarazione relativo ai rediti di impresa - importo determinato in applicazione di regime forfetario, senza versamento IVA - avviso di accertamento - necessità - obbligo di controllo automatizzato - insussistenza - notifica dell'accertamento ex art. 140 ad opera di soggetto con qualifica di "messo comunale" - legittimità - sanatoria comunque ex art. 546 c.p.c. - sussiste - carenza di contraddittorio - omessa dimostrazione della possibilità di produzione di documenti o ragioni favorevoli nella fase istruttoria - legittimità dell'accertamento.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'associazione aveva indicato nella dichiarazione un reddito d'impresa, ma non aveva versato l'IVA a debito, ritenendo applicabile il regime agevolato previsto dalla legge n. 398/1991. Ha contestato la legittimità dell'accertamento sostenendo che l'Ufficio avrebbe dovuto effettuare il controllo automatizzato della dichiarazione, che la notifica fosse invalida perché eseguita da un soggetto qualificatosi come messo comunale, e che fosse mancato il contraddittorio preventivo in materia di IVA, tributo armonizzato.
La decisione
L'accertamento è stato ritenuto legittimo. L'Ufficio poteva procedere direttamente con l'avviso di accertamento per recuperare l'IVA, senza previo controllo automatizzato, poiché l'associazione, avendo optato per il regime della legge n. 398/1991, non era tenuta a presentare la dichiarazione IVA ordinaria. La notifica eseguita ai sensi dell'art. 140 c.p.c. da un soggetto con qualifica di messo comunale è stata considerata valida; in ogni caso, l'eventuale vizio sarebbe stato una nullità relativa sanabile ai sensi dell'art. 156 c.p.c. Anche la mancanza di un contraddittorio preventivo non ha comportato l'invalidità dell'atto, perché l'associazione non ha dimostrato quali documenti o argomenti favorevoli avrebbe potuto presentare e che non aveva potuto produrre nella fase istruttoria.
Norme richiamate
Legge n. 398/1991
regime agevolato per associazioni sportive dilettantistiche
L'opzione per il regime agevolato escludeva l'obbligo di presentazione della dichiarazione IVA ordinaria; pertanto, l'Ufficio non era tenuto a effettuare il controllo automatizzato prima di emettere l'avviso di accertamento.
Art. 140 c.p.c.
notifica in caso di irreperibilità o rifiuto di ricevere l'atto
La notifica dell'accertamento è stata ritenuta legittima perché eseguita rispettando gli adempimenti previsti dalla norma da un soggetto con qualifica di messo comunale.
Art. 156 c.p.c.
sanatoria della nullità per raggiungimento dello scopo
Anche qualora la notifica fosse stata affetta da irregolarità, il vizio sarebbe stato qualificabile come nullità, e non come inesistenza, con conseguente sanatoria per il raggiungimento dello scopo dell'atto.
Massime di principio
- Quando un contribuente omette il versamento di un tributo indicato nella dichiarazione, l'Amministrazione può emettere un avviso di accertamento senza essere necessariamente obbligata a un previo controllo automatizzato, soprattutto se il contribuente non era tenuto a presentare la specifica dichiarazione ordinaria.
- L'applicazione di un regime fiscale agevolato non esonera dal versamento dei tributi eventualmente dovuti né impedisce all'Ufficio di recuperare l'imposta indicata o desumibile dalla dichiarazione.
- I vizi della notifica devono essere distinti tra inesistenza e nullità: la nullità può essere sanata se l'atto ha comunque raggiunto il destinatario e gli ha consentito di difendersi.
- La mancanza del contraddittorio preventivo per un tributo armonizzato non comporta automaticamente l'annullamento dell'atto. Il contribuente deve indicare concretamente quali elementi, documenti o argomentazioni avrebbe potuto presentare e come questi avrebbero potuto incidere sull'esito dell'accertamento.
- In giudizio è quindi importante dimostrare non solo l'irregolarità procedurale, ma anche il concreto pregiudizio arrecato al diritto di difesa.
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