Cassazione Civile, Ordinanza n. 31917/2025 del 07/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (riscossione)
La controversia
La controversia nasce da un’opposizione proposta avverso molteplici estratti di ruolo relativi a crediti previdenziali, assunti come non preceduti dalla rituale notificazione di avvisi di addebito o cartelle. La corte d’appello aveva dichiarato cessata la materia del contendere per una cartella e, per il resto, aveva rigettato il gravame dell’agente della riscossione limitatamente alla statuizione di primo grado che aveva ritenuto prescritte alcune delle pretese portate dalle cartelle/estratti opposti. L’agente della riscossione ricorreva per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione dell’art. 2944 c.c. e dell’art. 19 del d.P.R. n. 602/1973, sostenendo che l’istanza di rateazione presentata dal contribuente non fosse idonea a interrompere la prescrizione dei crediti. Nel giudizio di legittimità, tuttavia, la Corte affronta preliminarmente il tema della proponibilità immediata dell’impugnazione dell’estratto di ruolo alla luce della sopravvenuta disciplina dell’art. 12, comma 4-bis, d.P.R. n. 602/1973, introdotta dall’art. 3-bis del d.l. n. 146/2021 conv. in l. n. 215/2021, e rileva che non era stata allegata alcuna delle tre specifiche ipotesi che consentono la diretta impugnazione del ruolo/cartella asseritamente invalidamente notificati.
La decisione
La Corte ha ritenuto applicabile al giudizio la disciplina sopravvenuta che esclude l’impugnabilità dell’estratto di ruolo salvo tre ipotesi tassative. Poiché nel caso concreto non risultava dedotto alcuno dei pregiudizi richiesti dalla norma per consentire l’impugnazione diretta, ha affermato che mancava ab origine l’interesse ad agire dell’opponente e che l’originaria domanda era quindi inammissibile. Di conseguenza ha cassato senza rinvio la sentenza impugnata, dichiarando che la causa non poteva essere proposta. Le spese dell’intero processo sono state compensate per la sopravvenienza normativa e giurisprudenziale intervenuta nel corso della vicenda.
Norme richiamate
art. 2944 c.c.
Richiamato nel motivo di ricorso come norma violata in relazione all’effetto interruttivo della prescrizione; il ricorso sosteneva che l’istanza di rateazione del debitore non fosse idonea a interrompere il termine prescrizionale.
art. 19 d.P.R. n. 602/1973
Richiamato nel motivo di ricorso in relazione alla disciplina dell’impugnazione degli atti della riscossione.
art. 12, comma 4-bis, d.P.R. n. 602/1973
"l'estratto di ruolo non è impugnabile"; impugnazione diretta ammessa solo se il debitore dimostri un pregiudizio per appalto, per riscossione di somme da soggetti pubblici ex art. 48-bis, oppure per perdita di un beneficio nei rapporti con una pubblica amministrazione
La Corte lo applica anche ai procedimenti pendenti e ai debiti previdenziali; fuori dalle tre ipotesi tassative l’opposizione all’estratto di ruolo è inammissibile per difetto di interesse.
art. 3-bis d.l. n. 146/2021
Norma che ha introdotto, in sede di conversione, la modifica dell’art. 12 d.P.R. n. 602/1973.
L. n. 215/2021
Legge di conversione che ha inserito la novella all’art. 12, comma 4-bis, d.P.R. n. 602/1973.
art. 80, comma 4, d.lgs. n. 50/2016
Criterio normativo richiamato per individuare il pregiudizio alla partecipazione a procedure di appalto, che consente la diretta impugnazione del ruolo/cartella.
art. 48-bis d.P.R. n. 602/1973
Richiamato quale ulteriore ipotesi di pregiudizio rilevante ai fini dell’impugnazione diretta, quando la riscossione di somme da soggetti pubblici sia impedita dalle verifiche previste dalla norma.
art. 1, comma 1, lett. a), d.m. 18 gennaio 2008, n. 40
Norma richiamata per identificare i soggetti pubblici rilevanti ai fini della verifica ex art. 48-bis.
Cass., S.U., n. 26283/2022
Le Sezioni Unite hanno affermato che la nuova disciplina si applica anche ai debiti previdenziali, che fuori dalle tre ipotesi indicate l’opposizione all’estratto di ruolo è inammissibile e che l’interesse ad agire va verificato al momento della decisione, tenendo conto della sopravvenienza normativa.
Cass. n. 7348/2023
Richiamata a conferma dell’applicabilità della norma ai debiti previdenziali.
Cass. n. 3511/2024
Richiamata come espressione di orientamento consolidato sull’inammissibilità dell’opposizione all’estratto di ruolo per carenza di interesse.
Corte cost., sent. n. 190/2023
Ha ritenuto legittima la scelta legislativa di delimitare i casi di tutela giurisdizionale anticipata, pur evidenziando criticità del sistema della riscossione.
Massime di principio
- L’estratto di ruolo non è, di regola, autonomamente impugnabile; la diretta impugnazione è ammessa solo se il debitore allega e dimostra uno dei tre pregiudizi tipizzati dalla legge.
- La verifica dell’interesse ad agire, nei giudizi pendenti, va compiuta al momento della decisione e deve tener conto delle sopravvenienze normative che incidono sulla proponibilità dell’azione.
- La disciplina limitativa dell’impugnazione dell’estratto di ruolo si applica anche ai debiti previdenziali, salvo che il debitore deduca specificamente un pregiudizio riconducibile alle ipotesi tassative previste dal d.P.R. n. 602/1973.
- In difetto delle condizioni legali per l’impugnazione diretta dell’estratto di ruolo, l’azione è inammissibile per carenza originaria di interesse e la sentenza di merito va cassata senza rinvio.
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