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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33776/2025 del 14/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Puleo ha impugnato la conferma della condanna per il reato di cui all'art. 73, comma 5, D.P.R. n. 309/1990 deducendo la violazione dell'art. 545-bis c.p.p.: in appello aveva formulato domanda di sostituzione della pena detentiva con lavoro di pubblica utilità, che la Corte d'appello aveva ritenuto tardiva sulla base dell'interpretazione dell'art. 95 d.lgs. n. 150/2022 (secondo la Corte la domanda doveva essere proposta in primo grado se il processo era pendente in primo grado all'entrata in vigore della riforma). La difesa ha sostenuto che, non essendovi divieto normativo, la richiesta di sostituzione può essere proposta per la prima volta anche in sede di appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Richiamata la nuova disciplina introdotta dall'art. 545-bis c.p.p. e la giurisprudenza di legittimità più recente (Sez.6, n. 8215 dell'11/2/2025 e precedenti analoghi), ha affermato che la richiesta di sostituzione di pene detentive brevi può essere proposta per la prima volta anche in appello e che la pronuncia di merito d'appello che non si pronuncia su tale richiesta è cassabile. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello, affinché si pronunci anche sulla domanda di sostituzione.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma incriminatrice applicata per la condanna (illecito in materia di stupefacenti); indicata come titolo di reato oggetto del processo.

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    Disciplina la fase successiva alla condanna in primo grado in cui il Tribunale valuta l'eventuale sostituzione della pena detentiva con pena sostitutiva. La Cassazione ha ritenuto che nulla nella norma vieti che la richiesta di sostituzione venga proposta per la prima volta in sede di appello.

  • art. 95, d.lgs. n. 150 del 2022

    «Le norme previste dal Capo III della legge 24 novembre 1981, n. 689, se più favorevoli, si applicano anche ai procedimenti penali pendenti in primo grado o in grado di appello al momento dell'entrata in vigore del presente decreto».

    La Corte d'appello aveva interpretato la disposizione nel senso che, se il procedimento era pendente in primo grado alla data di entrata in vigore, la richiesta doveva essere proposta in primo grado; la Cassazione ha invece ritenuto che la disposizione non escluda la possibilità di presentare per la prima volta la domanda in appello.

  • Capo III, legge 24 novembre 1981, n. 689

    Riferimento normativo richiamato dall'art. 95 d.lgs. n.150/2022: contiene disposizioni sulle sanzioni sostitutive che, se più favorevoli, si applicano ai procedimenti pendenti.

  • art. 53, legge n. 689 del 1981

    Norma che disciplina la sanzione sostitutiva pecuniaria richiamata a titolo di analogia dalla giurisprudenza; la Corte ha richiamato precedenti che hanno ammesso la prima domanda in appello anche con riferimento a sanzioni sostitutive previste da questa norma.

  • Sez.6, n. 8215 dell'11/2/2025 (giurisprudenza di legittimità)

    Precedente della Cassazione che ha affermato che la richiesta di pene sostitutive può essere proposta per la prima volta in appello e che la mancata decisione di merito sulla domanda è motivo di cassazione.

  • Sez.1, 1T 15293 del 08/04/2021 (Vrbanovic)

    Precedente richiamato a supporto dell'orientamento secondo cui la sanzione sostitutiva pecuniaria ex art. 53 L. n. 689/1981 può essere richiesta per la prima volta in appello; usato come analogia per le pene sostitutive di cui all'art. 545-bis.

Massime di principio

  • La richiesta di sostituzione di pene detentive brevi (es. lavoro di pubblica utilità) può essere presentata per la prima volta anche in sede di appello, salvo che la norma espressamente lo vieti.
  • Se la corte di appello omette di pronunciarsi su una domanda di sostituzione proposta in appello, la decisione è cassabile e la causa deve essere rinviata per nuovo esame della domanda.
  • La previsione transitoria (art. 95 d.lgs. n.150/2022) non deve essere interpretata in modo da impedire, quando non espressamente previsto, l'innovazione procedurale favorevole introdotta dalla riforma: va privilegiata l'applicazione della norma più favorevole.
  • In pratica, la difesa dovrebbe proporre la domanda di sostituzione quanto prima possibile (preferibilmente in primo grado se possibile), ma se la domanda è sollevata per la prima volta in appello il giudice dell'impugnazione è tenuto a decidere sul punto.
  • Per i giudici: in presenza di nuove disposizioni più favorevoli entrate in vigore durante la pendenza del processo, occorre valutare la portata della norma transitoria senza stringenti interpretazioni restrittive che impediscano l'effetto favorevole della riforma.

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