Cassazione Penale, Sentenza n. 19357/2023 del 08/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente proponeva ricorso per cassazione avverso la condanna per bancarotta fraudolenta documentale relativa alla società Modart s.r.l. I motivi dedotti erano: (1) omessa applicazione della giurisprudenza sugli amministratori 'testa di legno', sostenendo che Ponessa era amministratore solo formale e per breve tempo; (2) contraddittorietà circa la subordinazione della sospensione condizionale della pena al pagamento di una provvisionale nonostante il fallimento e l'assenza di risorse; (3) mancato dolo specifico e assenza di riscontri sul profitto del reato, con richiamo alla collaborazione e all'assenza di beni a lui riconducibili; (4) mancata applicazione della continuazione con altra sentenza di bancarotta e censura per la condanna a rifondere spese della parte civile non presente all'udienza.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per tardività. La Corte ha ricostruito i termini: sentenza della Corte d'appello del 1/6/2022; termine di novanta giorni riservato per il deposito dei motivi (deposito il 29/8/2022); decadenza del termine di 45 giorni per il ricorso il 15/10/2022; il ricorso è stato depositato il 28/10/2022, quindi oltre termine. Per l'inammissibilità il ricorrente è stato condannato alle spese del procedimento e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p. (come modificato dalla L. 23/6/2017, n.103).
Norme richiamate
art. 616 cod. proc. pen.
come modificato dalla L. 23 giugno 2017, n. 103
norma applicata per infliggere al ricorrente la condanna al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile per colpa
Legge 23 giugno 2017, n. 103
richiamata in relazione alla modifica dell'art. 616 c.p.p.
modifica normativa utilizzata per determinare la sanzione pecuniaria equitativamente in relazione alla colpa nella proposizione del ricorso
Corte costituzionale, sentenza 13/6/2000 n.186
principio di costituzionalità richiamato per giustificare la determinazione equitativa della somma a favore della Cassa delle ammende in caso di ricorso inammissibile
Bancarotta fraudolenta documentale (norme della legge fallimentare)
non specificate nel provvedimento
reato per il quale il ricorrente era stato condannato in sede di merito; nella sentenza di cassazione qui esaminata il merito non è stato valutato a causa dell'inammissibilità del ricorso
Massime di principio
- I termini processuali per impugnare vanno calcolati con estrema precisione: un deposito tardivo rende il ricorso inammissibile e impedisce la trattazione del merito.
- Quando la Corte d'appello riserva un termine per il deposito dei motivi, il decorso dei successivi termini per l'impugnazione va verificato sulla base delle date di deposito effettivo.
- Se il ricorso è inammissibile per ragioni formali o temporali, le questioni di merito (es. responsabilità dell'amministratore 'testa di legno', dolo, profitto) non vengono esaminate dalla Suprema Corte.
- La proposizione di un ricorso intempestivo può comportare non solo il rigetto ma anche sanzioni economiche (spese processuali e somme alla Cassa delle ammende) se la tardività è imputabile a colpa.
- Contestare l'ordine di subordinare la sospensione condizionale al pagamento di una provvisionale richiede prova documentale e argomentazioni tempestive; l'insolvenza derivante da fallimento dovrebbe essere opportunamente documentata in sede di impugnazione principale.
- Per questioni relative alla continuazione tra reati o alla ricostruzione della responsabilità individuale dell'amministratore, è essenziale proporre i mezzi istruttori e le richieste difensive nei termini e nella forma previsti per non precludere la loro valutazione in sede superiore.
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