Cassazione Penale, Sentenza n. 18222/2023 del 02/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Falleroni ha impugnato l'ordinanza che aveva rigettato la sua richiesta di riconoscimento della continuazione tra più sentenze di condanna: ricettazione di autovetture (reati commessi nel 2006/2007) e successive sentenze per bancarotta documentale e bancarotta fraudolenta relative alla Logisticar s.r.l. (fallimento 2009) e alla Frasca s.r.l. (fallimento 2015). Il ricorrente ha dedotto violazione di legge e insufficiente/mancata motivazione, sostenendo l'omogeneità delle condotte e l'unitarietà di un medesimo disegno criminoso, con particolare riferimento al presunto "modus operandi fallimentare" iniziato già dopo il 2007.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la valutazione del giudice dell'esecuzione secondo i principi di legittimità (Sez. U., Gargiulo): il giudice ha considerato la distanza temporale tra i fatti, la diversa oggettività giuridica dei reati, la diversità dei settori economici coinvolti e l'assenza di elementi concreti idonei a dimostrare che sin dalla prima condotta fosse programmata la realizzazione delle successive. Il ricorso è stato giudicato meramente avversativo e privo dell'indicazione dell'elemento fattuale omesso e decisivo. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
Sezioni Unite Corte di Cassazione, Gargiulo
Sez. U., n. 28659 del 18/05/2017
Per il riconoscimento della continuazione, anche in sede di esecuzione, è necessaria una verifica approfondita di concreti indicatori (omogeneità delle violazioni e del bene protetto, contiguità spazio-temporale, modalità, sistematicità, programmazione delle condotte sin dal primo reato); non è sufficiente valorizzare solo alcuni indici se i reati successivi sono frutto di determinazione estemporanea.
Sezione 1, Baldini
Sez. 1, n. 24657 del 05/02/2019
In tema di bancarotta, ai fini della contiguità cronologica rileva la data di commissione della condotta quale indice della possibile identità del disegno criminoso.
Sezione 1, Marianera
Sez. 1, n. 2298 del 25/11/2009 (dep. 2010)
In "executivis" grava sul condannato che invoca la continuazione l'onere di allegare elementi specifici e concreti; la mera contiguità cronologica o l'identità/analogia dei titoli di reato non è di per sé sufficiente.
Corte Costituzionale, sentenza n. 186
Sentenza 13/06/2000, n. 186
Attribuisce fondamento alla possibilità di irrogare una somma equitativamente fissata alla cassa delle ammende in caso di ricorso infondato, salvo che non emergano elementi di assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Codice penale
Norme richiamate nelle sentenze di condanna per ricettazione e concorso; la sentenza evidenzia che la semplice presenza di reati riconducibili agli stessi articoli non prova di per sé un progetto criminoso unitario.
Massime di principio
- La continuazione tra reati richiede la dimostrazione di indicatori concreti e molteplici (omogeneità del bene giuridico tutelato, contiguità spazio-temporale rilevante, modalità di azione, sistematicità e programmazione delle condotte).
- La mera contiguità temporale o l'affinità dei titoli di reato non basta: occorre dimostrare che i reati successivi fossero, almeno nelle linee essenziali, programmati al momento del primo reato.
- Il gravame probatorio spetta al richiedente (condannato) 'in executivis': è necessario allegare fatti specifici e decisivi non solo deduzioni generiche.
- La diversità dei settori economici e la differente oggettività giuridica dei reati indeboliscono la possibilità di riconoscere una continuazione basata su un unico disegno criminoso.
- In sede di impugnazione in Cassazione non è sufficiente proporre una lettura alternativa della motivazione: bisogna indicare il profilo concreto di illogicità o la omissione di fatti decisivi.
- Quando si propone istanza di continuazione, è utile documentare collegamenti fattuali precisi (es. vincoli gestionali, identico modus operandi comprovabile, decisioni pianificate) che possano dimostrare la programmazione unitaria dei reati.
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