Sentenza n. 1357/2026 - Palermo, Sezione 5
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto presidenziale di approvazione del Piano Forestale Regionale 2009/2013 e relativi inventario, carta forestale, allegati tecnici, nonché gli atti comunali asseritamente attuativi o ricognitivi del vincolo boschivo
Esito
Favorevole al resistente (amministrazione regionale)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società, proprietaria di diversi lotti nel territorio di Carini, ha impugnato nel 2024 il decreto del Presidente della Regione Siciliana del 10 aprile 2012, n. 158, di approvazione del Piano Forestale Regionale 2009/2013, sostenendo di aver appreso soltanto dai certificati di destinazione urbanistica rilasciati nel giugno 2024 che i terreni erano considerati assoggettati a vincolo di inedificabilità assoluta ai sensi dell’art. 10, comma 1, l.r. n. 16/1996. Ha dedotto la violazione degli artt. 4 e 10 l.r. n. 16/1996 e dell’art. 6, comma 3, l.r. n. 14/2006, nonché eccesso di potere per travisamento dei fatti, difetto di istruttoria, manifesta illogicità e irragionevolezza, contraddittorietà e disparità di trattamento. In particolare, ha sostenuto che l’area non fosse boschiva, ma costituisse un agglomerato urbano intensamente edificato, dotato di strade, fognature e parcheggi; che il Comune avesse già rilasciato permessi di costruire, anche sulla base di un piano particolareggiato, per unità abitative e opere di urbanizzazione; che il vincolo fosse contraddittorio rispetto ai precedenti atti pianificatori e autorizzativi regionali e comunali; che esso incidesse anche su fabbricati già realizzati e su opere autorizzate non ancora eseguite; e che il Piano Forestale, avendo validità per il quinquennio 2009-2013, fosse comunque scaduto. Le amministrazioni hanno eccepito, tra l’altro, il difetto di legittimazione passiva di alcune amministrazioni, la tardività dell’impugnazione del piano pubblicato nel 2012, la genericità delle censure e l’assenza di lesività immediata, poiché il piano e la carta forestale avrebbero natura meramente ricognitiva.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il difetto di legittimazione passiva del Comune di Carini e dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente. Quanto al Comune, ha rilevato che esso non ha competenza nell’individuazione delle aree boscate e non aveva adottato atti autonomamente lesivi, essendosi limitato ad attestare nei certificati di destinazione urbanistica del 2024 un vincolo risultante dalla Carta Forestale Regionale. Il certificato di destinazione urbanistica ha natura dichiarativa e non costitutiva, non è autonomamente lesivo e gli eventuali errori possono essere contestati in relazione al successivo provvedimento concretamente lesivo. Quanto all’Assessorato Territorio e Ambiente, il TAR ha osservato che esso era estraneo al procedimento di formazione del Piano Forestale Regionale. Ha invece individuato quali soggetti legittimati a resistere il Presidente della Regione, autorità emanante, e l’Assessorato regionale per l’Agricoltura, autorità proponente e competente anche alla redazione e all’aggiornamento dell’inventario e della carta forestale. Nel merito processuale, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a. Il Piano Forestale Regionale, l’inventario e la carta forestale hanno funzione ricognitiva e informativa: non costituiscono essi stessi il vincolo di inedificabilità, che opera ope legis quando l’area possiede effettivamente le caratteristiche del bosco previste dalla legge. La lesione concreta si sarebbe prodotta soltanto con un provvedimento comunale specifico, quale il diniego di permesso di costruire o un provvedimento sanzionatorio fondato sulla qualificazione dell’area come boschiva. Poiché non risultava adottato alcun provvedimento particolare lesivo nei confronti della società, l’interesse all’impugnazione non era attuale. Il TAR ha precisato che, in sede di eventuale successivo provvedimento concreto, il Comune dovrà svolgere una autonoma istruttoria, soprattutto ove vi siano dubbi sull’attualità o sull’esattezza della rappresentazione cartografica rispetto allo stato dei luoghi. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 41 c.p.a.
Il ricorso deve essere notificato all’amministrazione che ha emanato l’atto impugnato; la partecipazione di altre amministrazioni al procedimento non le rende parti necessarie, salvo che l’atto finale sia formalmente imputabile a più amministrazioni.
art. 44, comma 4, c.p.a.
La rinnovazione della notificazione non è possibile quando la notifica all’amministrazione necessaria sia radicalmente inesistente perché mai effettuata, e non semplicemente nulla.
art. 5-bis, comma 5, l.r. n. 16/1996
Il piano forestale regionale, sentite le organizzazioni professionali, sindacali ed ambientaliste maggiormente rappresentative, è sottoposto al parere del comitato forestale regionale ed è adottato, su proposta dell’Assessore regionale per l’agricoltura e le foreste, con decreto del Presidente della Regione.
La competenza all’adozione finale del Piano Forestale Regionale appartiene al Presidente della Regione, mentre l’Assessorato competente svolge una funzione propositiva e preparatoria.
art. 5, commi 1 e 3, l.r. n. 16/1996
L’inventario forestale regionale e la carta forestale sono strumenti di conoscenza e supporto alla formazione delle politiche di settore; hanno quindi natura ricognitiva e non costituiscono autonomamente il vincolo di inedificabilità.
art. 10, commi 1 e 2, l.r. n. 16/1996
Il vincolo di inedificabilità sulle aree effettivamente qualificabili come bosco opera direttamente per legge e prevale sulle previsioni degli strumenti urbanistici comunali, indipendentemente dalla sua rappresentazione nella carta forestale.
art. 4, l.r. n. 16/1996
La qualificazione di un’area come bosco dipende dalle caratteristiche oggettive della vegetazione e dello stato dei luoghi secondo i requisiti normativi, non dalla sola classificazione contenuta negli strumenti cartografici ricognitivi.
art. 35, comma 1, lett. b), c.p.a.
Il ricorso è inammissibile quando manca un interesse concreto e attuale alla decisione; l’interesse sorge, in questa materia, con l’adozione di un provvedimento specifico concretamente lesivo.
Massime di principio
- Il Piano Forestale Regionale, l’inventario forestale e la carta forestale regionale hanno natura ricognitiva e informativa: la loro inclusione di un’area tra quelle boscate non costituisce autonomamente il vincolo di inedificabilità.
- Il vincolo di inedificabilità previsto per le aree boschive opera direttamente per legge in presenza delle caratteristiche oggettive del bosco e prevale sulle previsioni degli strumenti urbanistici comunali; la qualificazione dell’area non dipende, in via costitutiva, dalla sua rappresentazione nella cartografia forestale.
- L’interesse a contestare l’inclusione di un terreno nella carta forestale regionale diviene concreto e attuale soltanto quando l’amministrazione adotta un provvedimento specifico e lesivo, quale il diniego di permesso di costruire o un provvedimento sanzionatorio fondato sulla natura boschiva dell’area.
- Il Comune, nell’adottare un successivo provvedimento concreto in materia edilizia, deve svolgere una propria istruttoria sulla natura effettivamente boschiva dell’area e non può limitarsi a recepire automaticamente la rappresentazione contenuta negli strumenti forestali ricognitivi, soprattutto quando ne siano contestate l’esattezza o l’attualità.
- Nel giudizio amministrativo è parte necessaria l’amministrazione cui è formalmente imputabile l’atto impugnato; la partecipazione di altre amministrazioni alla fase preparatoria o propositiva non estende di per sé la legittimazione passiva, salvo che l’atto finale sia imputabile a una pluralità di amministrazioni.
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