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Ordinanza

Ordinanza n. 3503/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento RIGETTO ISTANZA DI CONCESSIONE DELLA CITTADINANZA ITALIANA -OMISSIS- - RISARCIMENTO DANNI

Giustizia amministrativa202112509

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana, con domanda di risarcimento dei danni

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il rigetto dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana e ha chiesto anche il risarcimento dei danni. Il TAR ha rilevato che il ricorso rientra, in ordine cronologico, tra quelli suscettibili di definizione nell'ambito delle udienze di smaltimento dell'arretrato. La camera di consiglio aveva funzione istruttoria e organizzativa, volta a verificare la persistenza dell'interesse a ricorrere, l'eventuale necessità di adottare una pronuncia in rito per improcedibilità o estinzione e la compiutezza dell'istruzione della causa. Le parti hanno confermato l'interesse alla decisione e hanno dichiarato che non sussistono richieste istruttorie né esigenze di integrazione del contraddittorio.

La decisione

Il TAR non ha deciso nel merito l'impugnazione del diniego di cittadinanza né la domanda risarcitoria. Preso atto della persistenza dell'interesse alla decisione e dell'assenza di richieste istruttorie o di integrazione del contraddittorio, ha disposto la trasmissione del fascicolo al Presidente del TAR per la calendarizzazione dell'udienza di merito nell'ambito dello smaltimento dell'arretrato. La decisione richiama l'esigenza di rispettare gli impegni assunti con il PNRR e il divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi, previsto dagli artt. 72-bis e 73, comma 1-bis, c.p.a. Le spese non sono state regolate.

Norme richiamate

  • art. 72-bis c.p.a.

    La disposizione è richiamata nel contesto del divieto di rinvio della trattazione, salvo eccezionali motivi.

  • art. 73, comma 1-bis, c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base del divieto di rinvio, in relazione alla calendarizzazione e alla trattazione delle cause nell'ambito dello smaltimento dell'arretrato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamata quale fondamento dell'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, per disporre l'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In una camera di consiglio istruttoria convocata per organizzare la trattazione di cause destinate alle udienze di smaltimento dell'arretrato, il giudice può verificare la persistenza dell'interesse a ricorrere e la completezza dell'istruzione prima di trasmettere il fascicolo per la calendarizzazione dell'udienza di merito.
  • Quando le parti confermano l'interesse alla decisione e non formulano richieste istruttorie né chiedono l'integrazione del contraddittorio, il collegio può disporre la trasmissione del fascicolo al Presidente del tribunale per la fissazione dell'udienza di merito, senza definire la controversia.
  • Il giudice amministrativo deve considerare il divieto di rinvio, salvo eccezionali motivi, nel programmare la trattazione delle cause soggette alle udienze di smaltimento dell'arretrato.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrere

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