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Sentenza

Sentenza del 17/05/2018 n. 2241 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

REGISTRO - Avviso di rettifica - Valori OMI e listini CCIIAA - Elementi presuntivi - Sono tali - Specificità concrete del bene compravenduto - Necessità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva rettificato il valore dichiarato per l'acquisto di un negozio nel Comune di Varese, elevandolo da 70.000 euro a 121.500 euro e liquidando maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale. La rettifica era basata sui valori OMI, sul prezziario della Camera di commercio e su alcune compravendite ritenute comparabili. La società contestava l'idoneità di tali elementi, sostenendo che non considerassero le caratteristiche concrete dell'immobile, in particolare l'assenza di visibilità dalla strada e l'accesso attraverso una corte interna, nonché lo stato di conservazione normale e non ottimale.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha rigettato l'appello dell'Agenzia delle Entrate e confermato l'annullamento dell'avviso disposto dal giudice di primo grado. Ha ritenuto che i valori OMI, i prezziari camerali e gli atti comparativi costituissero elementi astratti o meramente presuntivi, non sufficienti a dimostrare il maggior valore senza un adeguato adattamento alle caratteristiche specifiche del bene. In particolare, la posizione interna del negozio e la mancanza di visibilità dalla strada incidono significativamente sul valore venale. L'Agenzia è stata condannata al pagamento di 1.500 euro di spese, oltre oneri di legge.

Norme richiamate

  • Articolo 43 del D.P.R. n. 131/1986

    La base imponibile dell'imposta di registro per gli atti relativi a beni immobili è determinata in base al valore venale comune del bene in commercio.

  • Articolo 51, comma 2, del D.P.R. n. 131/1986

    Consente all'amministrazione finanziaria di rettificare il valore dichiarato dell'immobile quando non corrisponde al valore venale comune, purché la maggiore pretesa sia adeguatamente dimostrata.

  • Articoli 2, comma 1, e 10 del D.Lgs. n. 347/1990

    La base imponibile determinata ai fini dell'imposta di registro costituisce anche la base imponibile per le imposte ipotecaria e catastale.

Massime di principio

  • I valori OMI e i prezziari della Camera di commercio hanno natura di presunzioni semplici o strumenti di ausilio e, da soli, non sono normalmente sufficienti a fondare un accertamento di maggior valore.
  • L'amministrazione deve confrontare il bene accertato con immobili realmente comparabili e motivare in modo concreto le similitudini e le differenze rilevanti.
  • Nella stima del valore venale devono essere considerate le caratteristiche specifiche dell'immobile, tra cui posizione, accessibilità, visibilità dalla strada, stato di conservazione, ubicazione e capacità di attrarre clientela.
  • La mera indicazione di atti comparativi non è sufficiente se l'avviso non consente di comprendere la descrizione degli immobili, la loro effettiva comparabilità e i criteri utilizzati per il confronto.
  • Una perizia di parte può risultare idonea a sostenere il valore dichiarato quando è coerente con le caratteristiche concrete del bene e spiega adeguatamente eventuali riduzioni rispetto ai valori medi di mercato.
  • In situazioni analoghe, l'accertamento può essere contestato quando l'ufficio applica valori standardizzati senza dimostrare perché tali valori siano adeguati alle peculiarità del bene oggetto di compravendita.

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