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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7261/2023 del 21/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello che lo ha condannato per rapina (artt. 110 e 628 c.p.), lamentando errata applicazione e interpretazione degli artt. 192, 533 e 546 c.p.p., travisamento della prova e carenza di motivazione. Sostiene che la Corte territoriale ha fondato la condanna esclusivamente su due elementi: l'uso, durante la rapina, di un'utenza telefonica intestata al ricorrente e la sua presenza a bordo dell'autovettura del coimputato Igor Munteanu due ore dopo la rapina; contesta inoltre che la Corte non abbia affrontato la prova che l'utenza fosse in uso al coimputato Igor Alexei Colta e segnala contraddizioni nella diversa valutazione delle stesse circostanze rispetto ad altri coimputati assolti.

La decisione

La Corte di legittimità ritiene il ricorso fondato. Annulla la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Bologna. Il Collegio rileva che la motivazione d'appello è carente e basata su una valutazione indiziaria insufficiente: la Corte territoriale ha dedotto la responsabilità del BERIDZE solo dalla titolarità dell'utenza 3895610285 e dalla sua successiva presenza nella vettura del Munteanu, senza confrontarsi con la doglianza che quella utenza era in uso al coimputato Colta e senza costruire un ragionamento indiziario idoneo a superare il principio dell'oltre ogni ragionevole dubbio. Poiché la motivazione non supera il canone previsto dall'art. 533 c.p.p., la sentenza è annullata e gli atti rinviati per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Riferimento al concorso di persone nel reato: la sentenza d'appello aveva inquadrato il BERIDZE come concorrente nella rapina; la Cassazione non discute la fattispecie ma valuta l'insufficienza probatoria a fondarne la responsabilità.

  • art. 628 cod. pen.

    art. 628, commi 1 e 3 n. 1, cod. pen.

    Riferimento al reato di rapina: l'imputazione contestata. La Corte ha ritenuto che gli elementi probatori addotti non consentono di affermare oltre ogni ragionevole dubbio la partecipazione del ricorrente al reato.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    artt. 192, 533 e 546 cod. proc. pen. (cfr. ricorso)

    Nel ricorso il ricorrente deduce errata applicazione di norme sulla valutazione della prova; la Cassazione rileva che i giudici di merito non si sono adeguatamente confrontati con le doglianze difensive nell'ambito della valutazione probatoria, come richiesto dalla disciplina sulla formazione della prova.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    art. 533, comma 1, cod. proc. pen.

    Principio dell'accertamento della colpevolezza "oltre ogni ragionevole dubbio": la Suprema Corte ritiene che la motivazione d'appello non abbia dimostrato che il quadro indiziario raggiungesse tale soglia, evidenziando un vizio nella valutazione degli indizi e nella mancata confutazione delle argomentazioni difensive.

  • art. 546 cod. proc. pen.

    artt. 192, 533 e 546 cod. proc. pen. (cfr. ricorso)

    Riferimento alla motivazione e all'esercizio del sindacato di legittimità sulla motivazione nelle sentenze d'appello: la Cassazione censura la carenza motivazionale e la contraddittorietà del percorso logico-argomentativo seguito dalla Corte territoriale.

Massime di principio

  • La mera intestazione di un'utenza telefonica a un imputato non è di per sé sufficiente a provare la sua partecipazione a un reato; occorre dimostrare in modo specifico e non conjecturale che l'utenza fosse effettivamente in uso e utilizzata dall'imputato nel momento rilevante.
  • La presenza dell'imputato in un veicolo legata temporalmente all'evento non costituisce automaticamente prova di partecipazione al reato: va dimostrato il nesso causale e la continuità con l'azione criminosa.
  • Gli indizi, anche se combinati, devono formare un quadro univoco e coerente che superi il dubbio ragionevole; i giudici devono esplicitare il collegamento logico tra gli indizi e l'addebito e tratteggiare perché non esistono alternative plausibili.
  • La Corte d'appello è tenuta a confrontarsi puntualmente con le argomentazioni della difesa: l'omessa confutazione di fattive contestazioni difensive può integrare vizio di motivazione.
  • Debbono essere evitate valutazioni che attribuiscano responsabilità in via oggettiva o per mera probabilità; la decisione penale richiede un livello di credibilità razionale elevato e un percorso motivazionale non contraddittorio.
  • In caso di contraddizioni o valutazioni difformi tra coimputati (es. assoluzione di alcuni e condanna di altri sulla base degli stessi elementi), i giudici devono motivare specificamente le ragioni della differenziazione.

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