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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17385/2023 del 26/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza del Giudice dell'udienza preliminare che aveva applicato la pena su richiesta delle parti ex art. 444 cod. proc. pen. per i reati di riciclaggio e sottrazione di cose sottoposte a sequestro. Il ricorrente deduceva un'erronea qualificazione giuridica del fatto, sostenendo che la sua condotta dovesse invece essere ritenuta ricettazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per essere manifestamente infondato e generico. Ha ritenuto che, ai sensi dell'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., la censura per errata qualificazione giuridica in sentenza è ammessa solo per errori manifesti — ossia qualificazioni palesemente eccentriche rispetto al capo di imputazione senza margini di opinabilità. Il ricorrente non ha spiegato in che modo la fattispecie dovesse configurarsi come ricettazione; il capo di imputazione indicava specificamente che l'imputato aveva ostacolato l'accertamento della provenienza del ciclomotore apponendovi la targa di altro mezzo, condotta tipica di riciclaggio. Perciò il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina l'applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento); nel caso di specie è il titolo in base al quale il GUP ha omologato la pena concordata.

  • art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen.

    Limita il motivo di ricorso per cassazione relativo all'erronea qualificazione giuridica ai soli casi di errore manifesto, ossia quando la qualificazione sia immediatamente e indiscutibilmente eccentrica rispetto al capo d'imputazione.

Massime di principio

  • In caso di sentenza emessa con applicazione della pena su richiesta delle parti (art. 444), il ricorso per cassazione per errore di qualificazione è ammesso solo se l'errore è manifesto e privo di qualsiasi apprezzabile margine di opinabilità.
  • Una censura generica che non esponga in termini concreti e argomentati perché la fattispecie dovrebbe essere qualificata diversamente è destinata all'inammissibilità.
  • Quando il capo di imputazione descrive condotte dirette a ostacolare l'accertamento della provenienza del bene (es. apporre targhe diverse, alterare elementi identificativi), tali atti sono tipicamente ascrivibili al reato di riciclaggio e non alla sola ricettazione; la distinzione fattuale deve essere dettagliatamente contestata per ottenere accoglimento in Cassazione.
  • Il rischio processuale dell'inammissibilità comprende la condanna alle spese e l'obbligo di versare somme alla Cassa delle Ammende, commisurate al grado di colpa del ricorrente nella determinazione dell'inammissibilità.
  • Per impugnare efficacemente la qualificazione giuridica in sede di legittimità occorre: 1) porre con chiarezza il profilo di errore manifestamente evidente; 2) confrontare testualmente il contenuto del capo di imputazione con la fattispecie giuridica invocata; 3) produrre argomentazioni che mostrino l'assoluta incompatibilità della qualificazione adottata con i fatti contestati.

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