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Ordinanza

Ordinanza n. 1529/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202602799

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Campania, Sez. I, n. 658/2026, favorevole alla società appellata, della quale è stata chiesta incidentalmente la sospensione dell’efficacia

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (impresa appellata)

Prevale il privato

La controversia

Le amministrazioni hanno proposto appello contro la sentenza del TAR Campania che aveva accolto il ricorso della società, chiedendo in via cautelare la sospensione dell’efficacia della sentenza. Dal testo emerge che la Prefettura ha sostenuto la rilevanza di elementi indiziari posti a fondamento della prognosi di possibile infiltrazione della criminalità organizzata nell’impresa. Il Consiglio di Stato ha valutato, in questa fase sommaria, l’idoneità di tali elementi a sostenere la ragionevolezza e la proporzionalità della valutazione amministrativa.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare di sospensione della sentenza di primo grado. Ha ritenuto che gli elementi indiziari esposti dalla Prefettura non fossero, allo stato dell’esame sommario, idonei a sostenere la ragionevolezza e la proporzionalità della prognosi inferenziale compiuta dall’autorità amministrativa. Quanto al periculum in mora, ha rilevato che la società appellata era stata ammessa alla misura del controllo giudiziario, ritenendo così adeguatamente tutelato l’interesse pubblico a prevenire infiltrazioni criminali nell’impresa, anche in relazione all’ordine pubblico economico, alla libera concorrenza e al buon andamento della pubblica amministrazione. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa per la domanda cautelare in appello e per la sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato, unitamente alla disciplina europea sulla protezione dei dati, quale fondamento dell’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte appellata.

  • art. 9, paragrafo 1, regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali dell’appellata mediante oscuramento delle informazioni identificative.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado può essere negata quando gli elementi indiziari posti dall’amministrazione a fondamento della propria prognosi non risultino, all’esame sommario, sufficienti a sostenerne la ragionevolezza e la proporzionalità.
  • La valutazione amministrativa fondata su elementi indiziari relativi al rischio di infiltrazione criminale deve rispettare criteri di ragionevolezza e proporzionalità; non è sufficiente una prognosi inferenziale priva di adeguato supporto indiziario.
  • Ai fini del periculum in mora, l’ammissione dell’impresa al controllo giudiziario può essere ritenuta idonea a tutelare l’interesse pubblico alla prevenzione delle infiltrazioni criminali, senza pregiudicare l’ordine pubblico economico, la libera concorrenza e il buon andamento della pubblica amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieInterdittiva e informazione antimafiaTutela cautelare
RamiAntimafia, sicurezza e ordine pubblicoProcesso amministrativo
SottomateriePresupposti e indizi dell'infiltrazioneControllo giudiziario
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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