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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25002/2025 del 08/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza d'appello che lo aveva confermato colpevole di omicidio colposo per la morte del passeggero Alessandro De Vecchis (30.6.2012). Ha dedotto due motivi: 1) carenza di motivazione in relazione al secondo comma dell'art. 589 c.p. con riferimento allo stato di alterazione per assunzione di cocaina; 2) violazione di legge per non aver dichiarato la prescrizione del reato (fatto del 30.6.2012). Il ricorso è stato proposto per cassazione tramite difensore, ai sensi dell'art. 173 disp. att. c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha rilevato che la censura non era stata sollevata in appello (la difesa in appello aveva contestato solo la dinamica e non lo stato di alterazione, già escluso in primo grado), per cui il motivo è inammissibile per sopravvenuta novità. Sul secondo motivo ha ritenuto manifestamente infondata la doglianza: siccome nel caso si applica il secondo comma dell'art. 589 c.p. vigente ratione temporis, il termine massimo di prescrizione (17 anni e 6 mesi) non era ancora decorso alla data odierna. Per l'inammissibilità del ricorso il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 589 cod. pen.

    secondo comma; primo comma menzionato in relazione alla prescrizione

    La Corte ha ritenuto applicabile il secondo comma dell'art. 589 c.p. ratione temporis al fatto, con conseguente termine massimo di prescrizione più lungo (17 anni e 6 mesi), sicché la prescrizione non è maturata.

  • artt. 140, 141, 142 codice della strada

    La Corte d'appello ha valutato violazioni del codice della strada (regolazione della velocità e condotta inadeguata alle condizioni della strada) come fattori causali dell'incidente; tali accertamenti di fatto sono stati ritenuti congrui e non sindacabili in cassazione.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamato per indicare l'elencazione sintetica dei motivi nel ricorso; la Corte ha richiamato il principio che motivi non dedotti in appello risultano inammissibili in cassazione.

  • Corte costituzionale, sent. n. 186/2000 (giurisprudenza)

    Riferimento giurisprudenziale usato per affermare che, non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, può essere irrogata la sanzione pecuniaria per ricorso manifestamente infondato o inammissibile.

Massime di principio

  • In Cassazione non possono essere sollevati motivi che non siano stati previamente dedotti nel giudizio di appello: questioni nuove introdotte solo in cassazione sono inammissibili (principio della vicissitudine dei mezzi di impugnazione).
  • La valutazione di merito sui fatti (es. accertamento della velocità, violazioni del codice della strada e nesso causale con l'incidente) compiuta dalla Corte d'appello è vincolante per la Cassazione, che può sindacarla solo per vizi di motivazione logici o di diritto.
  • Sull'eccezione di prescrizione è fondamentale determinare quale comma della norma sostanziale si applica ratione temporis: l'applicazione del comma corretto può modificare significativamente il termine prescrizionale e la sua decorrenza.
  • Un ricorso inammissibile o manifestamente infondato può comportare condanna alle spese e l'irrogazione di una sanzione pecuniaria (salvo che risulti assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità).
  • Se in primo grado una determinata circostanza (es. assunzione di stupefacenti) è già stata esclusa e non riproposta in appello, la relativa questione risulta difficilmente riaperta in cassazione se non è stata oggetto di specifica censura nei gradi precedenti.

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