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Sentenza

Sentenza n. 5004/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'ottemperanza alla sentenza del TAR Campania, sede di Napoli, Sez. VII, n. 485/2026, pubblicata il 23/01/2026, che pronunciandosi nel merito del giudizio n. 5268/2024 promosso dagli odierni ricorrenti: a) ha dichiarato in parte inammissibile il ricorso principale e per il resto lo ha respinto perché infondato; b) ha accolto in parte il primo ricorso per motivi aggiunti, con conseguente annullamento della nota comunale del 14 aprile 2025, prot. n. 24196, e declaratoria dell’obbligo del Comune di provvedere in merito entro 60 giorni dalla comunicazione o notifica della sentenza, come precisato al punto “7.3” della motivazione; c) ha dichiarato inammissibile il secondo ricorso per motivi aggiunti, in quanto, come precisato al punto “8” della motivazione, la impugnata nota prot. n. 51578/2025, costituisce mero atto interno, di natura interlocutoria, privo di lesività, con cui il Dirigente del III Settore si è limitato a rappresentare ai vertici dell’ente la correttezza dell’attività sinora svolta dal Dipartimento

Giustizia amministrativa202602074

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Mancata o contestata esecuzione della sentenza del TAR Campania n. 485/2026, relativa all'obbligo di provvedere sull'istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno proposto ricorso per l'ottemperanza alla sentenza del TAR Campania, Sez. VII, n. 485/2026, che aveva annullato una nota comunale e dichiarato l'obbligo del Comune di provvedere entro sessanta giorni sull'istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica presentata da una controinteressata. Nel corso del giudizio il Comune ha dichiarato di avere dato piena esecuzione alla sentenza, definendo l'istanza con il provvedimento n. 9 del 23 marzo 2026, recante accertamento di compatibilità paesaggistica ai sensi dell'art. 167 del d.lgs. 42/2004. La controinteressata ha chiesto la declaratoria di improcedibilità o di cessazione della materia del contendere; all'udienza anche i ricorrenti hanno chiesto che fosse dichiarata la sopravvenuta carenza di interesse.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L'adozione, da parte del Comune, del provvedimento conclusivo sull'istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica, in esecuzione della precedente sentenza, ha fatto venir meno l'interesse dei ricorrenti alla definizione nel merito del giudizio di ottemperanza. Le spese sono state compensate tra tutte le parti, in ragione della peculiarità e complessità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 167 d.lgs. 42/2004

    Il Comune ha adottato l'accertamento di compatibilità paesaggistica richiamato quale atto conclusivo dell'esecuzione della precedente sentenza.

Massime di principio

  • Il ricorso per ottemperanza diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando l'amministrazione, nelle more del giudizio, adotta il provvedimento imposto dal giudicato e dà così esecuzione all'obbligo conformativo stabilito dalla precedente sentenza.
  • L'adozione del provvedimento amministrativo richiesto dal giudicato fa venir meno l'interesse alla decisione sul ricorso di ottemperanza, senza che il giudice debba procedere all'ulteriore verifica di merito dell'esecuzione quando la stessa parte ricorrente riconosce la sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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