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Sentenza

Sentenza n. 339/2026 - Catania, Sezione 5

per l'annullamento - del decreto dell’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale n. 18/GAB, notificato al Consorzio Universitario di Siracusa in data 12 giugno 2025, avente ad oggetto la nomina del Presidente del Consiglio di Amministrazione del Consorzio Universitario di Siracusa Giovanni Paolo II; - ove necessario, della diffida dell’1 luglio 2025 dell’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale, n. 3903/GAB, avente ad oggetto: «Consorzio Universitario di Siracusa “Giovanni Paolo II”»; - ove necessario, della diffida del 17 luglio 2025 dell’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale, n. 4200/GAB, avente ad oggetto: “Assemblea dei soci del 10 luglio 2025”; - ove necessario, della diffida del 5 settembre 2025 dell’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale, n. 4826/GAB, avente ad oggetto: «Consorzio Universitario di Siracusa “Giovanni Paolo II”»; - di ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale, anche non conosciuto.

Giustizia amministrativa202501952

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Decreto regionale di nomina del Presidente del Consiglio di amministrazione del Consorzio universitario, nonché successive diffide alla convocazione dell’assemblea consortile

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (assessorato regionale)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Consorzio ha impugnato il decreto regionale di nomina del Presidente del proprio Consiglio di amministrazione e le successive diffide dell’Assessorato. Ha dedotto, in primo luogo, il difetto di potere dell’Assessorato, sostenendo che l’art. 66, comma 6-bis, della legge regionale n. 2/2002 attribuisse all’Assessore soltanto il potere di designazione del componente regionale con funzioni di Presidente, mentre la nomina spettasse all’Assemblea consortile ai sensi dell’art. 16 dello Statuto. Ha contestato, inoltre, la legittimità della clausola apposta al provvedimento regionale, che prevedeva la caducazione automatica della nomina in caso di accoglimento della domanda giudiziale proposta dal precedente Presidente revocato, ritenendola illogica, irrazionale e idonea a creare incertezza nell’azione del Consorzio. L’Amministrazione ha eccepito l’inammissibilità del ricorso per omessa notifica al soggetto nominato quale controinteressato e per mancata impugnazione della delibera di Giunta regionale contenente la nomina; nel merito ha sostenuto l’infondatezza del ricorso, richiamando anche l’art. 35 della legge regionale n. 10/2019. Prima dell’udienza di discussione, il Consorzio ha depositato il verbale assembleare con cui aveva proceduto alla nomina del Presidente e ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR non ha esaminato le censure relative alla competenza dell’Assessorato, alla natura del potere di designazione e alla legittimità della clausola risolutiva. Ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che il Consorzio aveva espressamente dichiarato il venir meno dell’interesse alla decisione e che, nel frattempo, era stato adottato proprio il provvedimento — la nomina assembleare del Presidente — che il ricorrente sosteneva di non essere tenuto ad adottare. Il giudice ha affermato che il ricorrente dispone dell’interesse all’azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e che, in presenza della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non può procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. Spese integralmente compensate per la peculiarità delle questioni e la definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare il ricorso improcedibile quando sopravviene il difetto di interesse alla decisione; nel caso concreto, la dichiarazione del ricorrente e l’adozione della nomina assembleare hanno reso non più attuale l’interesse al giudizio.

  • art. 66, comma 6-bis, l.r. 26 marzo 2002, n. 2

    il consiglio di amministrazione dei consorzi universitari destinatari del contributo di cui al comma 1 è integrato da un componente in rappresentanza della Regione designato dall’Assessore regionale per l’istruzione e la formazione professionale, previa delibera di Giunta, con funzioni di Presidente

    La norma è stata richiamata dal ricorrente per sostenere che all’Assessore spettasse un potere di designazione e non di nomina; la questione non è stata decisa.

  • art. 16 dello Statuto del Consorzio Universitario di Siracusa

    La disposizione è stata invocata dal ricorrente per sostenere la competenza dell’Assemblea consortile alla nomina dei componenti del Consiglio di amministrazione, incluso il Presidente; la questione è rimasta assorbita dall’improcedibilità.

  • art. 35 l.r. n. 10/2019

    La disposizione è stata richiamata dall’Amministrazione a sostegno della competenza regionale alla nomina del Presidente; il TAR non ne ha esaminato l’incidenza.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo il ricorrente conserva la piena disponibilità dell’interesse alla decisione fino al momento in cui la causa viene trattenuta in decisione e può dichiarare il venir meno dell’interesse al ricorso.
  • Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione e tale sopravvenienza è coerente con l’adozione dell’atto o comportamento richiesto, il giudice deve dichiarare l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, senza procedere d’ufficio all’esame del merito.
  • La sopravvenuta adozione del provvedimento che il ricorrente contestava di non essere tenuto ad adottare può rendere non più attuale l’interesse all’annullamento degli atti presupposti o connessi.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilitàRegioni e rapporti tra livelli di governo
RamiProcesso amministrativoEnti locali e organizzazione amministrativa
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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